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24 maggio 2013

Le Etsydritte: Alza quei prezzi per favore.



Ovvero, di quanto di solito sottovalutiamo il nostro lavoro e facciamo male, perché a schiavizzarci ci pensa il sistema lavorativo italiano, da cui, se abbiamo un nostro negozio online, dovremmo volerci affrancare. E quindi DEVI alzare i prezzi delle tue creazioni (io l’ho già fatto).




EtsyDritta #5 e argomento caldo, caldissimo. I prezzi, dopo le foto, sono lo scoglio di ogni venditore su Etsy, quindi la ramanzina sarà lunga lunghissima ma, spero, anche utile.


Spesso mi imbatto in inserzioni su Etsy di oggetti fatti a mano che hanno dei prezzi talmente bassi che mi fanno venire voglia di prendere il venditore per le orecchie e gridargli: CHE CAVOLO VENDI A FARE SE NON GUADAGNI?? Per molti forse è un concetto oscuro, ma vendere dovrebbe implicare il voler guadagnare qualcosa, sopratutto se si ha un negozio e si spende del tempo prezioso a fare le foto, creare le inserzioni, farsi promozione.

Eppure Etsy è pieno di negozi con dei prezzi talmente stracciati che fanno passare la voglia di comprare: a me sembrerebbe di sfruttare il venditore e di approfittarmene. Che tu crei prodotti estremamente semplici o super complessi, se sono fatti a mano, non puoi avere un prezzo che vada sotto gli 8/10 €. Questo secondo me è un prezzo super base che comprende i costi super base che chiunque venda online dovrebbe considerare, senza contare il fatto che si tratta di fatto a mano.
Un’altra considerazione che mi fa venire voglia di urlare nelle orecchie dei suddetti venditori, è che avere dei prezzi infimi significa fare concorrenza sleale ai colleghi (ovvero coloro che vendono la tua stessa tipologia di prodotto). Hai mai pensato che mettere dei prezzi che non consentono un guadagno costringe tutti i tuoi concorrenti (e colleghi) ad adeguarsi, abbassando quindi il guadagno di tutti? Se hai un negozio giusto per hobby, se non ti importa di guadagnare, fai un gesto d’altruismo e pensa allora agli altri, a coloro che invece lo fanno per vivere e che, a causa dei tuoi prezzi stracciatissimi e non veritieri (perché non contemplano tutti i reali costi dell’attività), dovranno rinunciare a un po’ di guadagno per essere concorrenziali.

Ti sembra giusto? Mano sulla coscienza, baby, e prezzi più alti!


AustinCreations

E io lo so che stai pensando: “ma io tengo i prezzi bassi perché sto iniziando ora, devo invogliare la gente a comprare” oppure “ho aperto da x mesi e nessuno ha comprato, evidentemente i prezzi erano troppo alti” - NO! (ti ho spaccato il timpano? Bene!).
Questi sono ragionamenti sbagliatissimi. Per le creazioni fatte a mano, il prezzo è sì una discriminante per la decisione d’acquisto ma il suo peso è molto minore, rispetto ad altre tipologie di prodotti. Come spiegato nella Etsydritta #4, il cliente di Etsy cerca altro, cerca l’unicità e la storia.

Il prezzo basso squalifica il tuo lavoro, non ci guadagni e il cliente dubita che il prodotto sia fatto a mano o sia di qualità.

Insomma, se sottovaluti il tuo lavoro, ci perdi tu e ci perdono tutti. Tutti chi? Ci perdiamo anche noi, venditori italiani, come categoria, perché ogni negozio italiano su Etsy è una finestra sul Made in Italy: se ci sono tanti negozi con prezzi stracciati, l’immagine di bassa qualità si ripercuote su tutti. Ti ricordo che su Etsy transitano 60 milioni* (fonte) S - E - S - S - A - N - T - A - M - I - L - I - O - N - I di utenti ogni mese e fare una figuraccia di fronte a tanta gente non piace a nessuno. Hai, quindi, non solo la responsabilità verso te stessa, di pagarti bene e remunerare il tuo lavoro, la tua creatività e il tuo talento, ma una responsabilità verso la comunità di cui fai parte, e cioè quella degli artigiani italiani.

Se tutti lavoreremo al meglio (prezzi giusti, alta qualità dei prodotti, ottima assistenza clienti) i benefici si ripercuoteranno non solo sulla nostra attività ma, di riflesso, su tutti i piccoli venditori come noi (e qui potrei aprire una lunghissima parentesi - per dire di quanto, oggi, il vero made in Italy sia fatto dai piccoli e piccolissimi artigiani come noi, le cui creazioni finiscono ogni giorno nelle case degli amanti delle belle cose di tutto il mondo, altro che i grandi marchi che producono in oriente, e che quindi dovremmo impegnarci tutti per mantere alti gli standard - ma non lo farò perché altrimenti andrei off topic.)
 
StarForeman


Ramanzina finita, passiamo ai consigli pratici.

1. Come fare il prezzo
Fare il prezzo è molto difficile, ci sono varie formule matematiche che circolano e quella consigliata da Etsy è questa (che è in realtà un remix tra due formule, consigliate sempre da Etsy): 

+ costo del lavoro (ovvero, la paga oraria che ti dai; ricordati che spesso non sei solo la mano d’opera ma anche la designer, la fotografa, la promoter, ecc.)  :
+ costi materiale (incluso il packaging del prodotto)
+ spese accessorie (ovvero, le tasse Etsy e PayPal, costo dell’affitto del tuo studio, costo dell’hosting del tuo sito, ecc.) 
+ profitto che vuoi realizzare (dipende se per te il negozio è un’attività secondaria o vuoi che diventi la principale, dal tipo di attività che svolgi e prodotto che vendi)
=
PREZZO ALL'INGROSSO x 2 = PREZZO AL DETTAGLIO

Se il prezzo finale è troppo alto significa che c’è qualcosa che potresti ottimizzare: che siano i materiali o i tempi di lavorazione, oppure anche il tipo di prodotto.

Aggiungere una quota
imprevisti al prezzo è sempre una buona idea, perché non si sa mai cosa potrebbe andare storto: materiale rovinato, pacchetti persi, o altro - come ben saprai.
Il prezzo risultante potrebbe essere molto alto rispetto ai concorrenti e, in questo caso, dato che si tratta di handmade, l’unica cosa che si può fare è cercare di
emergere con prodotti unici, curando ogni aspetto del negozio, in particolare foto e descrizioni, per differenziarsi dagli altri.

2. Ottimizzare i tempi (ed alcuni costi!)
Cerca di mantenere un equilibrio tra pezzi unici e pezzi riproducibili; i pezzi unici sono utili per far vedere quello che sai  fare, mentre avere pezzi riproducibili ti permette di ammortizzare il tempo speso per la progettazione, le foto e le inserzioni.
Quando l’oggetto vende, puoi infatti rinnovare l’inserzione e non perdere tutti i preferiti e le Treasury, oppure puoi inserire una quantità multipla e il rinnovo sarà automatico.

Ricorda anche che gli oggetti unici possono avere un prezzo più alto: inserisci la dicitura
OOAK (one of a kind) - Pezzo unico, nel titolo e nelle tag, oltre a specificare nelle descrizioni che l’oggetto è unico e non sarà riprodotto.

3. Consigli per chi vende vintage
Per quanto riguarda chi vende vintage, il discorso prezzi è ovviamente differente, dato che i costi sono diversi e non si parla di creazioni fatte a mano; inoltre ogni negozio è talmente diverso dall’altro che dovrai prendere quanto segue ed adattarlo al tuo caso.
1. Il primo consiglio è di fare attenzione al costo dell’oggetto che si vuole rivendere: infatti se è troppo alto potrebbe non permettere un ricarico adeguato per far si di avere un guadagno. In questi casi è meglio non comprare, per evitare il rischio di trovarsi un invenduto molto costoso.
2. Questo probabilmente lo sai già, comunque è meglio ribadire: il web è la prima risorsa che puoi usare per cercare di capire il prezzo del tuo prodotto. Cerca su Etsy o nel web tutto gli articoli simili a quello che vuoi vendere per capire più o meno il prezzo che potresti fare.
3. Ricordati di includere il costo del tuo lavoro, cioè il tempo che hai speso per mettere in vendita l’oggetto, che potrebbe comprendere: ricerca, restauro, pulizia, aggiustature, pittura, fotografia, eccetera. Fissa una paga oraria, possibilmente che non sia da fame, per facilitarti il compito.
4. Includi le spese che hai sostenuto: prodotti di pulizia, tasse, costi vari
5. Scopri il valore dell’oggetto: questo è dato dalla sua storia (per questo dovrai fare delle ricerche per scoprire chi da chi è stato creato, quando e con che materiali) e dalla sua condizione (se è stato usato o meno, se è rovinato).
Se non sei sicuro o non riesci a trovare informazioni su questo punto,
puoi unirti ad uno dei tanti team Etsy dedicati al vintage: sono pieni di esperti che potranno aiutarti!
6. Valuta il tuo profitto: può variare in base al costo che hai sostenuto per comprare l’oggetto e all’obiettivo del tuo negozio. Se vendi solo per svuotare la cantina è un conto, ma se il tuo obiettivo è finanziarti un giro del mondo in cerca di tesori vintage, il tuo profitto dovrà essere calcolato di conseguenza.

In questo ultimo caso, per giustificare dei prezzi alti, dovrai fare in modo che l’aspetto del tuo negozio sia coerente, abbia un suo stile riconoscibile e sia bello da guardare.

4. Quando non si vende
Se non vendi,
prima di abbassare il prezzo, dovresti cercare di migliorare tutti gli aspetti del negozio: delle belle foto spesso valgono un prezzo più alto (come per alcuni negozi di vintage che, grazie a delle bellissime foto, riescono a vendere le proprie cose a prezzi anche doppi rispetto ai concorrenti) e delle descrizioni che riescano a catturare il cliente.
Nelle descrizioni bisogna cercare di rispondere a tutte le ipotetiche domande del cliente e magari raccontare la storia che sta dietro la creazione di un particolare prodotto (
vedi Etsydritta #4)
Sei una creativa e distinguersi dagli altri dovrebbe essere una sfida!
Non cercare di emergere dalla concorrenza grazie al prezzo, ma usa le tue capacità, talenti ed esperienze per creare qualcosa di unico; non avere paura di cambiare prodotto, se necessario e cerca sempre di capire ciò a cui dà valore il cliente. Se il prodotto è valido e presentato bene, venderai anche a dei prezzi elevati. Abbi fiducia in te stessa e in ciò che fai!
In ogni caso, puoi usare una delle seguenti strategie per invogliare all’acquisto:
  • Offrire dei set o collezioni a prezzi scontati
  • Offrire prezzi diversificati
  • Avere periodi di sconti e svendite
  • Offrire vendita all’ingrosso

 




Finito.


Lotta ai prezzi bassi! SI ai prezzi giusti! Tutti insieme: “il mio lavoro VALE e deve essere pagato quanto merita!
Stai già alzando i tuoi prezzi, vero?


Come sempre buon lavoro e ti aspettiamo su Etsy Italia Team, dove potrai conversare e confrontarti con altri venditori e ricevere i migliori consigli per il tuo negozio Etsy.




Link utili:


Seller handbook

17 settembre 2011

Come decidere i prezzi per la tua attività creativa

Articolo originale:
Pricing Tips for Your Creative Business di Kelly Rae 
pubblicato nel blog di Etsy il 30 agosto 2011.



Assegnare un prezzo: è una cosa difficile. È una cosa con cui ho combattuto (e ancora continuo a farlo), soprattutto quando ho iniziato la mia attività.
Le opere originali sono molto difficili da prezzare perché sono, in effetti, lavori unici per creare i quali è stato impiegato probabilmente un sacco di tempo. Nei miei primi tentativi di dare un prezzo alle mie opere originali, le ho vendute a circa 100/200 $. Ora, molti anni più tardi (e con molta più esperienza), chiedo tra i 200/900 $ per un dipinto.
Ecco alcuni fattori da considerare quando si assegna un prezzo al proprio lavoro:

Tempo: quanto tempo ci è effettivamente voluto per creare quel determinato pezzo? Tre ore? Dieci? Datevi un salario orario. Quando ho iniziato, il salario orario che mi ero assegnata era di 20$ l'ora, così se per un dipinto impiegavo cinque ore, partivo da 100 $ per fare un'analisi del prezzo. Tuttavia non ci si deve fermare qui. Il prezzo potrebbe salire con le seguenti considerazioni...

Esperienza: da quanto tempo fate questo lavoro? Tanto? Poco? Utilizzando l'esempio di cui sopra, se quando ero agli inizi il mio salario era di 20$, ora è passato del tempo e ho acquisito maggiore esperienza. Diciamo anche che ho avuto delle citazioni sulla stampa, il mio pubblico è aumentato e magari i miei lavori sono stati pubblicati. Così 20$ l’ora devono salire a 30$ o forse di più! Ricordate, dovete essere sicuri che la vostra paga oraria aumenti di pari passo con le vostre capacità – come per qualsiasi altro lavoro.

Complessità: quando scegliete un prezzo per il vostro lavoro dovete considerare quanto complesso è il pezzo. Anche se avete impiegato solo poche ore per crearlo, quanto è complesso il processo di creazione? Avete usato competenze avanzate? O le competenze usate sono semplici? Questa è una cosa da considerare perché, anche se si impiega solo un'ora per creare un bellissimo oggetto, la complessità può raggiungere livelli elevati.

Materiali: non dimenticate di assegnare al vostro lavoro un prezzo che comprenda il prezzo dei materiali che avete utilizzato.

Anima e cuore: anche se gli strumenti sopra indicati sono importanti quando assegnate un prezzo ai vostri lavori, l'elemento anima e cuore è in genere la cifra di una considerazione che faccio quando do il prezzo ai miei lavori. Mi chiedo: “Quanto varrebbe per me questo dipinto, se dovessi cederlo a qualcuno?”. Questo significa che, se amo tanto un dipinto – se ha un alto valore per la mia anima e cuore – allora gli darò un prezzo più alto perché per me vale molto. In questi casi, se qualcuno compra il dipinto a quel prezzo elevato, io posso stare tranquilla sapendo l'ho lasciato andare al prezzo che ritenevo giusto, e che qualcun altro ama amare tanto quanto lo amo io. Voglio che i miei dipinti vadano a gente che li valuti tanto quanto io li valuto.

Tre suggerimenti aggiuntivi da considerare quando valutate il vostro lavoro:
  1. Sfidate voi stessi a mettere un prezzo che vi faccia sentire un pochino a disagio. È probabile che, se siete come la maggior parte dei creativi, state probabilmente svalutando il vostro lavoro. Considerate seriamente la possibilità di dare un prezzo che vi spinga contro qualsiasi paura voi abbiate – un prezzo che vi faccia sognare più in grande.

  2. Pensate a quale tipo di clientela volete attirare. Da creativi, spesso pensiamo che il nostro pubblico sia costituito da persone simili a noi – persone che non hanno grandissime quantità di denaro. Se assegnate prezzi ai vostri lavori pensando costantemente a questo tipo di clientela, allora probabilmente non sarete mai in grado di aumentare con successo i vostri prezzi. Invece, considerate il fatto che là fuori ci sono persone che vorrebbero sicuramente pagare un sacco di denaro per i vostri lavori originali – persone che probabilmente hanno molto più denaro di voi!

  3. Quando svalutate il vostro lavoro mandate il messaggio che non è della migliore qualità, che è economico. Il nostro lavoro è innegabilmente il riflesso di ciò che siamo. Quanto è veramente bello e prezioso e unico il vostro lavoro? Accertiamoci di trattare noi stessi con giustizia e rispetto, non svalutando la nostra creatività.
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Tradotto da Franny's Home
Revisionato da Ethereal Flowers e Mairitales.

24 settembre 2010

Interview and tips: LeChouChou

[English version]

D. Hai stabilito un salario orario per il tuo lavoro? Se ti va di dircelo, indicativamente di quanto?
R. No, valuto di volta in volta se ogni mese, in base ai guadagni, ritengo di aver lavorato il numero di ore adeguate: e se il guadagno è commisurato alle ore di lavoro, mi ritengo soddisfatta.

D. Come costi per stabilire il prezzo finale dell’oggetto, oltre al costo della manodopera, del materiale e del packaging, tieni in considerazione anche altri fattori? Per esempio, il tempo impiegato per fotografarlo/impacchettarlo/inserirlo nel negozio/fargli pubblicità/spedirlo?
R. Certamente! Anche quelle sono ore di lavoro, inoltre pubblicità e marketing hanno dei costi. Inoltre devo calcolare le tasse ed i contributi da pagare.



D. Quando un tuo oggetto ha successo e lo produci più volte, consideri anche il tempo impiegato per idearlo, progettarlo ed costruire un prototipo (se lo fai)?
R. Includo questa parte del lavoro nel costo finale dell'oggetto.

D. Ti ritieni soddisfatta dei prezzi che hai o ti sembra di svalutare un pochino il tuo impegno per poter restare competitiva, considerato anche il momento di crisi economica globale?
R. Sono fondamentalmente soddisfatta, anche perché sono una persona senza grosse pretese; ma credo che il mio lavoro e quello degli altri artigiani come me valga di più di quanto viene pagato.
Più che la crisi ritengo che il problema sia la mancanza di cultura ed informazione rispetto al valore dell'handmade: uno dei valori fondamentali che in Italia, contrariamente a quanto accade ad esempio negli USA, non viene compreso, è che l'handmade è lavoro equo, dove nessuno viene sfruttato e dove si paga il costo che è giusto pagare.
Siamo abituati al sottocosto ed indotti a non riflettere su chi è che paga il prezzo del sottocosto: lo pagano i contadini a cui non viene corrisposto il giusto prezzo per i loro raccolti, gli operai sottopagati, i precari, gli immigrati sfruttati come manodopera a basso prezzo.
Quando noi paghiamo qualcosa meno del suo costo, vuol dire che lo sta pagando qualcun altro per noi.



D. Ricordi come hai prezzato i primi 5 articoli messi in vendita su Etsy? Hai utilizzato dei parametri, o li hai valutati intuitivamente?
R. Li valutai in base a quanto io avrei pagato quell'oggetto.
E ritengo che fosse sbagliato perché non abbiamo tutti lo stesso potere di acquisto.

D. Come citato nell’articolo “Pricing tips for your creative business” l’esperienza acquisita nel tempo ha un suo valore. Lo hai tenuto in considerazione? Se sì, in che modo?
R. Con il passare del tempo si affinano le tecniche, si migliora la qualità della produzione. Quindi uno stesso articolo realizzato ora, sebbene in produzione da anni, ritengo valga di più perché qualitativamente è migliore. Di conseguenza richiedo un costo maggiore.



D. Che differenze rilevi su come sceglievi i prezzi quando hai aperto il tuo negozio su Etsy rispetto ad oggi?
R. Ora nei miei shop online devo tenere in conto, per stabilire il prezzo finale, anche il costo che quell'oggetto avrà presso i miei rivenditori, ed attribuire un costo che permetta a loro un ricarico adeguato ed a me un guadagno accettabile, così da fare in modo che il cliente possa averlo all'incirca allo stesso prezzo acquistandolo online o in negozio.



LE CHOU CHOU
Le Chou Chou è il negozio di Paola, nata vicino a Napoli. Appassionata da sempre alla tradizione orafa e miniaturistica napoletana, Paola è stata fin da piccola affascinata dai gioielli facenti parte dei ritrovamenti archeologici dell’area di eruzione del Vesuvio. Oltre a riproporre oggetti di uso quotidiano come tazzine da tè o golose fette di torta, trasformati in miniature gioiello originali ed eclettiche e curate in ogni minimo particolare, Paola dà vita a piccole "opere d'arte" da indossare, in tiratura limitata, utilizzando ceramica, filigrane anticate e materiali vintage.

Redatto da Frannyshome
Revisionato da Etherealflowers

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