22 settembre 2017

Ma come li appendi!!!

Ti piacciono i quadri e adori collezionarli di ogni misura e stile ma da troppo tempo li tieni posati in terra o sulle mensole per il terrore di piantare chiodi? Ecco dei consigli per ottenere un effetto equilibrato sulle nostre pareti e non farsi più prendere dal panico della parete bianca.

Foto da Pinterest

Ami dipingere come me? Hai scoperto più di un’artista su Etsy e hai deciso di acquistare proprio quel quadro che ti ha rapito dal primo momento? Meraviglioso!
Ma una volta ricevuto, ti è sorto il dubbio:
ed ora come lo appendo?! Con questa guida, scopriremo insieme come trovare il giusto posto per ognuno!
Per prima cosa abbiniamo la dimensione dei quadri a quella della parete, troppo pochi o piccoli la rendono povera o spoglia ma anche il troppo stroppia!!
I metodi utilizzati per verificare come stanno sulla parete sono vari.
Il primo è quello di prendere dei vecchi giornali e ritagliare le sagome dei dipinti e poi appenderli con dello scotch alla parete fino ad ottenere una buona disposizione.
Il secondo modo è quello di disegnare su un foglio la parete in scala e di fare altrettanto con i quadri. 
Il terzo metodo è super tecnologico. Fotografate i quadri con il telefono e inseriteli al computer, sopra ad una bella pagina in scala.
Non vi resta  che disporre la composizione scelta sul pavimento per riuscire a vedere l’accostamento dei colori. Adesso sappiamo come fare per prevedere come sarà il risultato finale ma….come li dispongo? Dipende in primis dal vostro gusto personale e dall’arredamento che avete nella stanza ma anche dalla dimensione di ciò che volete appendere. Ci sono però delle regole generali, eccole!

Messi in fila: Di solito lo si fa per quadri delle stesse dimensioni, ma in caso non lo siano si allineano con il lato inferiore.

Foto di DpaintingStore

Se sono di dimensioni variabili si possono sparpagliare a mò di puzzle, magari facendo in modo che l’esterno formi un quadrato o un rettangolo.

Foto da Pinterest (foto 1  - foto 2)
Effetto mostra: Tutta la parete per un dipinto. Quale quadro non ambisce ad avere tutta l’attenzione su di sé…dipinto fortunato quello!!!

Foto di Agostino Veroni

Ci sono però dei casi particolari, ad esempio..

Monolocale: In questo caso non troppi quadri altrimenti sembrerà ancora più piccolo.

Foto da Pinterest
Soffitti alti:
Cosa importa? I quadri devono stare per lo più a misura d’ occhio.. non li possiamo certo appendere attaccati al soffitto vero?!?? Certo che noo!!!

Foto da Pinterest

Tappezzeria:
Va beh, cosa ve lo dico a fare? Se avete una tappezzeria, magari elaborata come questa, non vorrete certo aggiungere colore su colore!!

Foto da Pinterest (foto 1 - foto 2)

Scale:
Beh un classico! L’allineamento obliquo dei quadri che segue idealmente la linea che corre parallela alle scale. Ogni stanza della casa (persino il bagno e la cucina) raddoppia il suo appeal con il quadro giusto!
Foto da Pinterest

Living:
La sala, il salotto insomma la parte dove ci sono i divani e dove i nostri figli si sdraiano in malo modo a vedere la tv. In casa mia è la zona dove ci sono due mega divani e dove ci raduniamo tutti e quattro dopo cena, soprattutto d’inverno davanti al camino. Qui i quadri stanno sempre bene, a patto di seguire qualche piccolo suggerimento. Le pareti vuote sopra il divano, ad esempio, possono ospitare grandi immagini ben centrate oppure tante purché il perimetro esterno della composizione sia a filo con i braccioli del divano, quasi a formare un blocco unico.
In tutti i casi, l’altezza da terra deve essere sempre compresa tra i 110 e i 140 cm, insomma guardiamolo negli occhi questo quadro!!!

Area pranzo e cucina:
Sono luoghi dove i quadri si apprezzano soprattutto stando seduti. Si possono quindi fissare un po’ più in basso del solito. Perfetto è il soggetto singolo, centrato rispetto al tavolo.
Il tavolo da pranzo a casa mia è un tutt’uno con la sala, quindi valgono le regole del living.
Nella mia cucina ? Lo ammetto, non ne ho messi, la mia scusa però è che ho un tavolo tondo nel bel mezzo della stanza, quindi tanti saluti alla parete sopra al tavolo!

Foto di EARTITALY

Camera:
La parete sopra il letto è perfetta per ospitare composizioni compatte di quadri: un insieme di piccoli elementi, appesi a circa 90 cm da terra, tutti uguali e con identica distanza l’uno dall’altro. Questa è la disposizione classica, anche se l’importante è che la composizione non esca dai limiti segnati otticamente dal letto.

Foto da Pinterest

Ingresso:
in genere si tratta di zone piccole, i quadri possono alleggerire le pareti e creare un po’ di movimento in una zona spesso spoglia e trascurata.

Bagno:
Essendo un locale di servizio, si fa fatica a pensare ai quadri, eppure possono impreziosire anche quest’ ambiente. Io, ad esempio, non volendo forare delle piastrelle, ho optato per appoggiare un dipinto su di un mobile, vicino ad un vaso con bamboo. Ma per carità, niente dipinti ad acquerello in bagno!!! La carta non ne sarebbe contenta!!!

Infine, ecco i miei "state attenti a":
  • non posizionare mai i quadri sopra camini e fonti di calore che possono danneggiarli ! Almeno chè non abbiate un camino con il vetro, nel qual caso il calore esce dalle ventole laterali.
  • nei bagni, vista la condensa e l’umidità, non mettete quadri dipinti ad acquerello. Si imbarcherebbero irrimediabilmente!
  • evitare la luce diretta del sole sul quadro sarebbe una buona cosa, in quanto i raggi UV potrebbero danneggiarlo e alterarne i colori.

Avete studiato tutto? Siete pronti ad appendere i vostri quadri?
Allora adesso…..dimenticate tutto ed usate la creatività!!!!!
In fondo dovete sentirvi bene voi nelle vostre scarpe no??
Ecco alcuni esempi in cui nessuna regola è stata seguita.


Foto da Pinterest (foto 1 - foto 2 - foto 3 - foto 4)
E tu come hai deciso di sistemare i quadri che hai in casa?
C’è una soluzione particolare che hai adottato? Raccontacelo nei commenti.

Fonti

29 maggio 2017

Craft Party 2017 - ROMA


Anche quest'anno ritorna l'appuntamento con i Craft Party!
Per l'incontro romano, la creatività sarà tutta dedicata alla fotografia.
L'invito è rivolto in particolare a tutte le creative e creativi che utilizzano i social per promuovere la loro attività e le loro creazioni. Gestire da soli ogni fase del lavoro (ideazione, realizzazione, promozione) rende la nostra attività complessa, lunga e faticosa ma non impossibile da portare avanti. Fondamentali in questo processo sono le foto che indubbiamente hanno il maggior impatto sui nostri potenziali clienti.

Sabato 17 giugno, presso l'associazione culturale "Insieme per il Trullo" ci divertiremo a creare insieme sfondi, inquadrature e scatti per le nostre foto, scambiandoci consigli, esperienze ed idee.
Chi vuole potrà rendersi disponibile come modella/o per le foto di chi crea abbigliamento, gioielli od accessori. Per chi vuole nascondere il viso, studieremo insieme pose con cappelli, con occhiali da sole o di schiena. Sarà un'occasione imperdibile per affinare la tecnica e scoprire trucchi per valorizzare al meglio le nostre creazioni ed imparare a fare foto con la giusta luce e con inquadrature efficaci.

♥ PARTECIPAZIONE
Gratuita.
♥ DOVE
Via del Monte delle Capre,23 (zona Trullo) – ROMA
♥ QUANDO
Sabato 17 giugno dalle 11.00 alle 18.00 circa.
♥ ISCRIZIONE
Il numero massimo di partecipanti è 30.
♥ COSA PORTARE
- Macchina fotografica o cellulare con cui fare le foto.
- Le proprie creazioni.
- Sfondi e oggetti utili per allestire i set fotografici. Faretti e prolunghe, se li avete.
- Cibo e bevande per il pranzo e la merenda. Non c'è il frigorifero.


QUI trovi il post-blog dedicato all'evento e le indicazioni su come arrivare.
Per tutte le info aggiornate vai sulla pagina Facebook dell'evento dove verranno date indicazioni su cosa portare, tra cibo e bevande ed anche per l'organizzazione dei vari set fotografici.

Ti aspettiamo!

19 maggio 2017

Mille papaveri rossi!

Apparentemente fragile, eppure così tenace, il papavero ha un posto speciale nella creatività e nel mondo handmade. Scopriamo insieme qualcosa in più sul papavero comune, con le sue caratteristiche di delicata bellezza ed innata ostinazione.

Creazione di: Daylightartgallery
Accende i prati abbandonati, gli argini delle strade, i ruderi e i campi incolti. Non ha pretese e non teme la siccità. I suoi fiori sbocciano spontanei da maggio e sono di un inconfondibile rosso porpora. Un filo di vento li fa muovere leggeri e sono estremamente delicati tanto che ciascun fiore perde i petali nel corso di un solo giorno. 

STORIA
Il papavero comune ha una lunga storia. Già in Mesopotamia, veniva coltivato a scopo
ornamentale e alcuni suoi semi sono stati trovati anche nelle tombe degli antichi egizi che lo utilizzavano come antidolorifico. La tradizione mitologica narra che Demetra, dea del grano  e dell’agricoltura, disperata dopo la perdita della figlia Persefone, riuscì a trovare conforto solo bevendo infusi di papavero. Per gli antichi greci il papavero era il simbolo dell’oblio e del sonno e Morfeo dio dei sogni, era rappresentato con un mazzo di papaveri fra le mani. Gli antichi romani invece associarono il papavero alla dea Cerere (equivalente della dea greca Demetra) raffigurata con ghirlande di papaveri che erano una presenza costante in tutti i campi di grano.

Creazioni di: PaintedglassbySvetiMinaSmokeLittleStampStoreSaidartCeramic

BOTANICA
In botanica, il nome del papavero rosso è Papaver rhoeas comunemente conosciuto come rosolaccio. La radice etimologica Papa-, deriva dalla lingua celtica e significa ”pappa”, in allusione ad una pratica antica che consisteva nel miscelare l'estratto del papavero rosso alla pappa dei bambini per farli stare tranquilli. La capacità sonnifera di questa pianta è stata utilizzata da numerose popolazioni antiche. Anche il filosofo greco Celso descrive la pianta per la sua spiccata azione sedativa. La specie rhoeas (letteralmente “cado”) fa riferimento, alla precoce caduta dei petali del fiore. Nell' antica medicina popolare, l'infuso o il decotto di papavero rosso erano utili anche per contrastare la tosse, alleggerire irritazioni bronchiali e diminuire la febbre. In ambito culinario ed erboristico, le proprietà del papavero vengono ricavate usando sia i fiori che i suoi semi.

Creazioni di: PeoplesSoap - JanglesStudio - TheForestofBubblesEraDansLherbe

PAPAVERI COME SIMBOLO DELLE VITTIME DELLE GUERRE
- Nei paesi del Commonwealth e in diversi stati europei, si celebra il Remembrance Day. L’11 novembre di ogni anno, piccoli papaveri rossi vengono indossati ed appuntati all’occhiello in ricordo dei caduti in battaglia. La relazione tra i papaveri e il Remembrance Day deriva dalla poesia "Nei campi di Fiandra" ("In Flanders Fields"), scritta dall'ufficiale medico canadese John McCrae  in cui si fa riferimento ai papaveri, i fiori che sbocciavano nei campi di battaglia dove erano caduti i soldati. A trasformare questo fiore in un simbolo nazionale, furono due donne, Moina Bell Michael e Anna Guerin. Ispirate dalla poesia di John McCrae e con la vendita di papaveri artificiali, raccolsero fondi a favore dei veterani delle guerre e riuscirono a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema molto doloroso.
Dal 1922 esiste la Poppy Factory, una ditta-charity che produce papaveri artificiali. Ogni anno realizza milioni di fiori e migliaia di corone e fornisce i papaveri indossati da tutta la Famiglia Reale.
- Gabriele D'Annunzio anticipò la stessa "In Flanders Fields" di McCrae scrivendo, nel 1902, il "Ditirambo I", lirica contenuta nell'"Alcyone", il Terzo libro delle "Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi". Nella lirica si trovano di nuovo i papaveri rossi, che ricordano al poeta il sangue versato sui campi di battaglia.
Vidi campo di rossi papaveri vasto al mio sguardo
come letto di strage, come flutto ancor caldo sgorgato da una ecatombe.
Non mai più fervente rossore veduto avean gli occhi miei grandi,
e tutta la mia vita tremava dalle radici
come s'io mi svenassi sul sacro tuo suolo con vene giganti”
- l’indimenticabile Fabrizio De André, citò i papaveri in modo poetico nella sua celebre "La guerra di Piero"; dove sono proprio "mille papaveri rossi" a vegliare sul sonno di un soldato che rifiuta di sparare al nemico e muore...
- Si narra che Gengis Khan, l'imperatore e condottiero mongolo che conquistò il più grande impero che la storia abbia mai visto, portasse sempre con sé dei semi di papavero che spargeva sui campi di battaglia dopo le sue vittorie, in ricordo e rispetto di coloro che vi erano caduti, ed anche per "segnare", con il colore dei fiori, che là si era svolta una battaglia.

Creazioni di: LapelsAndLink - rothshank - SusanaTeixeiraJewels - SWNails - SigalitBreuer

CURIOSITÀ
Nella lingua corrente si definiscono “grossi papaveri” i personaggi di grande potere economico e politico. Questo modo di dire deriverebbe da un episodio storico che si confonde nella leggenda. Si narra che l’ultimo re di Roma Tarquinio il Superbo volendo insegnare al figlio il modo più rapido per conquistare la città di Gabi, volle dimostrare che sarebbe stato sufficiente uccidere senza pietà le più alte autorità del luogo. Andò in giardino e con un solo colpo, recise di netto le teste di tutti i papaveri.

Creazione di: NinaCaterinaMuller
L’estate ha toccato con le labbra il seno della nuda terra. E ha lasciato il segno rosso di un papavero” (Francis Thompson)
Se anche tu sei affascinata da questo splendido fiore spontaneo e lo utilizzi nelle tue creazioni, raccontacelo nei commenti.

LINK UTILI:
Claude Monet, Les Coquelicots
Il papavero della mitologia e quello della cultura popolare
Papaveri e Papere - storia della canzone
Papavero, proprietà e benefici
Semi di papavero: proprietà, benefici e controindicazioni
Semi di papavero - ricette
Così nasce un papavero

6 marzo 2017

Se son rose fioriranno!

Amatissima per il profumo, la bellezza e le sue numerose varietà cromatiche, la rosa è coltivata sin dai tempi antichi e ha conquistato artisti di ogni epoca. Per celebrare l'arrivo della primavera e la fugace bellezza della natura, scopriamo qualcosa di più su quella che indubbiamente è la regina indiscussa dei fiori nonchè protagonista di tante creazioni handmade.

Creazioni di: mapano
La rosa, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, è un genere che comprende circa 250 specie e altrettante varietà spontanee, ed è, inoltre, tra le piante ornamentali maggiormente conosciute.
Come dimostrano numerose testimonianze letterarie e grafiche che ci sono pervenute, la rosa era coltivata già nell’antichità da cinesi, egizi e greci. Per quanto riguarda la Cina si possono trovare testimonianze in alcuni scritti di Confucio. In Egitto, invece, troviamo la rosa raffigurata in tessuti e affreschi. Dalla Grecia la coltivazione si diffuse presso i Romani; le rose non erano utilizzate solo a scopo ornamentale, ma anche per l’estrazione di oli essenziali, che venivano utilizzati per la preparazione di profumi e unguenti. La tecnica colturale doveva essere già molto progredita. Negli scritti del tempo si trovano citati diversi metodi di moltiplicazione vegetativa e si parla anche di metodi di forzatura a cui venivano sottoposte queste piante, per ottenere una fioritura precoce.
Nel Medioevo, le rose a scopo ornamentale erano diffuse quasi esclusivamente nei giardini delle corti principesche ma divennero importanti anche come piante medicinali e cominciarono ad essere coltivate anche nei monasteri; si deve, per esempio, a Sant’Alberto Magno un’accurata descrizione di alcune specie di rose.
Creazioni di: lofficina
Fin verso la fine del XVIII secolo in Europa erano diffuse quasi esclusivamente le specie di origine europea e le loro varietà, insieme a poche specie proveniente dall’Asia occidentale. È all’inizio del XIX secolo che iniziarono a diffondersi maggiormente alcune specie importate dall’Asia e contemporaneamente si incominciò a ricorrere alla tecnica dell’ibridazione mediante impollinamento artificiale. Proprio attraverso il lavoro di ibridazione tramite specie europee ed orientali, furono ottenuti numerosi nuovi tipi di rose, tra i più importanti sono quelli denominati come ibridi rifiorenti o perpetui.
Il primo ibrido rifiorente si ritiene sia stata la varietà francese "Rose du Roi" ottenuta nei primi anni del 1800, successivamente comparvero numerosissime varietà rifiorenti che ebbero larga diffusione. Altro passo fondamentale nello sviluppo delle rose coltivate a scopo ornamentale, fu la comparsa degli ibridi di Tea, derivati dall’incrocio tra gli ibridi rifiorenti e le Rose Tea. La prima varietà di questo gruppo fu probabilmente "La France", ottenuta dal vivaista francese Guillot nel 1867. La grande diffusione degli ibridi di Tea si ebbe comunque nel XX secolo.
 In seguito si è avuto lo sviluppo di molti altri gruppi di rose, ad esempio le rose a cespuglio moderne o le rose in miniatura, e ogni anno vengono create nuove varietà continuando ad accrescere questa già vastissima famiglia.
Creazioni di: TheCraftyBeeOnline - VickyLaFrange - ElaSiromascenko - AtelierMinnie
SIMBOLOGIA
La rosa è un fiore che racchiude in sé molteplici simboli e significati anche contrastanti tra loro. È infatti ambivalente, potendo contemporaneamente significare perfezione celeste e passione terrena, tempo ed eternità, vita e morte, fecondità e verginità.
I primi cristiani considerarono le rose un simbolo di lussuria e di degenerazione, ma successivamente questo fiore entrò nella tradizione cristiana diventando una figura simbolica della Madre di Gesù Cristo. Allo stesso tempo la rosa per la sua struttura tondeggiante è stata assimilata alla forma del cerchio, simbolo che in Occidente già nell’antichità, era utilizzato per indicare perfezione e allo stesso tempo anche il ciclo vitale. Nell’Estremo Oriente la simbologia della rosa è analoga a quella del fiore di loto, entrambi i fiori accompagnano riti e raffigurazioni funerarie e simboleggiano il centro segreto a cui si può pervenire attraverso il perfezionamento dell’anima.
Sono diverse le vicende che vedono la rosa inclusa nella mitologia classica Greco-Romana e successivamente anche nella superstizione popolare, molto diffusa soprattutto nel Medioevo, che ha notevolmente influenzato successive leggende, fiabe e racconti. Era in questo caso il fiore che le streghe preferivano, in quanto ritenuto particolarmente idoneo a provocare il male, forse per la presenza di spine sul suo stelo; ma allo stesso tempo era pure il fiore prediletto dalle fate, che se ne servivano spesso per recare felicità e benessere alle persone buone.
Secondo il linguaggio dei fiori la rosa può veicolare vari messaggi che vanno dal fascino all’amore, ma anche amicizia, felicità, gelosia, attribuiti in base alle diverse varietà e colori.
Creazioni di: lOll3SHOP - LaurasPills - FarfallaDorata - LauraBags
La rosa è stata protagonista nel tempo come pianta ornamentale, officinale ed aromatica. Ancora oggi i suoi petali vengono utilizzati per le proprietà medicinali e per l’estrazione della sua essenza, impiegata in pasticceria e liquoristica . E' inoltre, una delle basi immancabili più utilizzate in profumeria. Un semplice fiore ma allo stesso tempo un vero e proprio simbolo complesso ed affascinante che ancora oggi non manca di ispirare e far parlare di sè.

Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo.
Mahatma Gandhi

CURIOSITÀ

La rosa, regina del tatuaggio

Ricette con le rose:

FONTI
“Il grande libro dei fiori e delle piante - enciclopedia pratica” selezione dal Readers’s Digest
La rosa nei miti, nelle religioni e nei simboli
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