17 aprile 2013

Angolo EIT - Bottega Creativa Contemori


Si è concluso l'evento "Angolo EIT" (qui l'inaugurazione sul blog) nella Bottega Creativa di Laura Contemori a Pistoia. L'iniziativa ha riscosso curiosità e successo, tanto che Laura ha posticipato la chiusura da dicembre a inizio aprile.
Dei visitatori attratti dall'Angolo quasi nessuno conosceva Etsy, quindi è stato un buon modo per promuovere la piattaforma. Laura ha inoltre riscontrato particolare interesse da parte del pubblico verso i bijoux e le creazoni all'uncinetto anche se tutti gli oggetti esposti hanno ricevuto complimenti per la precisione e la qualità.

I biglietti da visita sono andati a ruba.




Un grazie a Laura per l'ospitalità e un grazie a tutti i partecipanti! :)



Foto di LaMandragola

16 aprile 2013

Il Challenge di Aprile

"Parigi mania" è il tema scelto da SweetThingsFimo, il vincitore dell'ultimo challenge. Con l'arrivo della primavera arriva anche la voglia di viaggiare, di lasciarsi ispirare da luoghi magici e ricchi di fascino. 
Parigi è sicuramente uno di questi posti magici e vi ha ispirate a creare cose davvero particolari. Complimenti!  

Guardate questa bella rassegna di lavori e votate per il vostro preferito (potete scegliere fino a tre creazioni). Potete votare fino al 20 aprile e dal 21 aprile annunceremo il vincitore.












15 aprile 2013

VEGAN STYLE: INSALATA di broccoli e valeriana


Ingredienti per 4 persone:
- 1 sacchetto di valeriana 
- 2 broccoli
- 3 cucchiai di semi misti i sesamo e girasole (li potete trovare in qualsiasi negozio che vende prodotti biologici)
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe
- limone 

Lavate e mondate i broccoli. Divideteli in cimette e cuoceteli una ventina di minuti in una vaporiera. Se non ce l'avete, potete lessarli in pochissima acqua. È importante che restino di un bel verde intenso e croccanti.
Lavate la valeriana, asciugatela per bene eventualmente aiutandovi con la centrifuga in plastica.

Mettete i broccoli ancora tiepidi in 4 piatti piani di grande dimensione, 
aggiungete la valeriana e i semi misti, condite a piacere.


L' insalata ha un gusto rustico che si adatta ad essere accompagnata con dei crackers al sesamo o ai semi di papavero.
È ottima da gustare con una centrifuga di mele, carote e zenzero fresco.



12 aprile 2013

Le Etsydritte: Per vendere online bisogna farsi il mazzo.


Ovvero, di come vendere online sia difficile,
ma non impossibile.


Ciao a tutti. Inauguriamo con questo una serie di articoli settimanali in cui vi consiglieremo sui vari aspetti dell’avere un negozio su Etsy.com. Partiamo con un avvertimento, più che un consiglio, per chi volesse aprire un negozio o lo avesse aperto da poco, perché abbiamo notato che molte persone non si rendono conto di cosa voglia dire vendere online: è tempo di mettere le cose chiaro!


Ciao, vieni qui che ti svelo un segreto. Per vendere online bisogna farsi il Mazzo.
Ebbene sì. Mi spiace darti questa notizia, ma vendere online non è facile, e se qualcuno ti ha detto ciò, mentiva.
Certo, a cercare di vendere online, si fa presto: aprire un negozio online oramai è questione di minuti, su Etsy in quindici minuti puoi avere una vetrina potenzialmente visibile in tutto il mondo. Molte persone pensano che da qui in poi sia tutto in discesa, che possano sedersi comodamente e aspettare che i clienti arrivino.
Se anche tu la pensi così, ahimé, sbagli. Avere un negozio online, seppure più semplice ed economico di avere un negozio fisico, comporta comunque un gran lavoro.
Mi sento generosa, voglio dirti un altro segreto: nel web non ci sono frotte di clienti pronti a darti i loro soldi solo perché hai messo nella tua vetrina 3 prodotti in croce, con foto scattate con l’iPhone, senza nemmeno preoccuparti di scrivere una descrizione decente. Peggio: nel web non ci sono clienti che ti stanno aspettando, pronti a darti i loro soldi, anche se i tuoi prodotti sono fichissimi e hai foto fichissime e hai scritto descrizioni fichissime.

Per farti capire, ti spiattello
tutte le attività che un crafter/maker/designer/vintage lover/supplier seller che lavori da solo deve svolgere per gestire il proprio negozio (su Etsy o altrove):
1. Creare i prodotti / procacciarsi gli articoli vintage / comprare i materiali da rivendere.
E fin qui mi pare il minimo, è la base.
2. Fotografare gli oggetti creati o acquistati.
Si potrebbe aprire una vasta parentesi a questo proposito su come dovrebbero essere le foto di un negozio decente (non fenomenale, decente), ma la rimandiamo a futuri articoli;  comunque no, non basta fare una foto scura e/o sgranata e/o sfuocata, e non basta caricare la foto direttamente dalla macchina fotografica/iPhone. Se non hai un fotografo professionista  a portata di mano,
dovrai imparare a fare anche questo.

 3. Inserire i prodotti in vetrina.
Comprende: scrivere titoli, descrizioni e tag che abbiano un senso, o, ancora meglio, siano accantivanti e che siano
ottimizzati SEO. Che vuol dire SEO? Se vuoi vendere online e non affidarti a terzi, dovrai imparare cos’è. Studia!
4. Farsi promozione.
Anche per questa  voce rimandiamo a futuri articoli, comunque per farla breve: fare networking tramite i forum di Etsy, twitter, facebook, blog, qualsiasi cosa possa rendere visibili in rete. Devi imparare ad usare al meglio sia la piattaforma che i social network. Su Etsy ci sono 18 milioni (DICIOTTOMILIONI*) di oggetti in vendita. Potrai capire che non è così immediato farsi trovare, emergere e, infine, vendere.
 

5. Gestire i clienti e gli ordini.
Ovvero, rispondere ai messaggi o email, fare customer care (il più delle volte in inglese! Etsy è una piattaforma di vendita internazionale!), impacchettare, spedire. Tutto ciò se si vende, altrimenti: fissare le statistiche del proprio negozio fino a completo essiccamento del bulbo oculare, sperando in improvvisi picchi di visite.


Come puoi constatare, non c’è traccia di “sedersi e aspettare che i clienti arrivino”; c’è da studiare un sacco,  stare ore davanti al computer, stare ore a progettare e creare prodotti, ore a fare qualsiasi cosa. 
Ti chiedo: tu entreresti in un negozio (fisico) con una vetrina scarna, impolverata e buia, e con una commessa che passa il tempo al telefono o a bersi il caffè? Non dire di si, perché non ci credo.
Se metti pochi articoli, magari anche fotografati male, non rispondi in maniera celere e gentile ai messaggi dei clienti e non curi il negozio in ogni dettaglio, l’impressione è quella: un negozio trascurato, dove il cliente non entrerà e, ancora meno, si sentirà invogliato a fare acquisti.

E non cercare di ribattere con: “però ho i prezzi bassi”! Non ci provare nemmeno. Non siamo su Ebay. Ecco, mettitelo in testa: Etsy NON è Ebay. Chi arriva su Etsy non cerca prezzi bassi (o almeno, non sempre), ma il pezzo unico, la creazione particolare, l’oggetto handmade, o vintage, che parli alla sua anima, che racconti una storia. (Ehm).

Il punto, quindi, è che, se vuoi vendere online e vuoi farlo diventare il tuo lavoro, devi comportarti di conseguenza. Vendere online è roba da duri. 


Impegno, costanza, pazienza e duro lavoro ripagano quasi sempre. Il quasi è d’obbligo perché purtroppo, quando si parla di mercato, il rischio c’è sempre: quello di non farcela, di non vendere, per un motivo o l’altro.


E quanto scritto fin qui vale per chi sta pensando di aprire un negozio. Ora sei pront*, sai quello che ti aspetta e puoi fare una scelta informata: vuoi davvero aprire un negozio online?

Se invece,
tu che stai leggendo, hai già aperto un negozio ma ti disperi perché ancora non sei diventato ricco sfondato, ecco 4 domande a cui dovresti  rispondere prima di strapparti i capelli e a piangere in greco perché non vendi:
1. Da quanto tempo hai aperto il negozio?
Ci vogliono dai due ai 12 mesi per ingranare su Etsy, a seconda della tipologia di prodotto che vendi (se ha più o meno concorrenza), sempre considerando un impegno a tempo pieno o quasi. Te lo dico chiaramente, se dedichi al tuo negozio un’ora  a settimana, più di tanto non puoi pretendere.
E se hai aperto da un mese
non.sei.autorizzato.a.lamentarti. Rimboccati le maniche, lavora sodo, impara tutto su Etsy e come funziona e tra qualche mese, forse, se non avrai ancora venduto niente, ti presteremo una spalla e un fazzoletto (ricamato a mano e comprato su Etsy) su cui piangere.


2. Quanti articoli hai inserito nella tua vetrina?
Con 3 oggetti in croce non puoi sperare di essere trovato nella selva di prodotti su Etsy. Ricorda: DICIOTTOMILIONI*. Quindi, almeno due pagine ci vogliono tutte, e diventano di più per le categorie più affollate (es. gioielli). Riempilo quel negozio!
3. Come sono le foto degli articoli?
Se sono brutte (scure, sfocate, o, semplicemente
brutte) non hai tante speranze. Anche con una compatta si possono ottenere ottimi risultati, ci sono tanti tutorial in rete, puoi modificarle con un programma di grafica (ancora, ce ne sono di gratuiti online), insomma non ci sono scuse. Le foto devono essere belle.
4. C’è mercato per il tuo prodotto?
Prima di metterti a vendere dovresti aver almeno controllato: che ciò che vuoi vendere abbia un potenziale mercato, qual è il tuo target e quanta concorrenza avrai. Non puoi pretendere di vendere automaticamente ciò che crei, pensando che piacerà (e venderà) solo perché piace a te. Non funziona così.

(*) detto con le mani a coppa davanti alla bocca: D-I-C-I-O-T-T-O-M-I-L-I-O-N-I.
La tristissima verità è che non tutti possono riuscire ad avere un negozio online di successo, quindi sta a te capire se, a un certo punto, sia il caso di arrendersi e impiegare il tempo in maniere più produttive.
Per concludere con una nota di ottimismo, vendere online le proprie creazioni, partendo da zero (cioè senza avere già un marchio conosciuto o un giro di clientela) è difficile, ma non impossibile. Se crederai nel tuo prodotto, lavorerai duramente e sarai pronto a cambiare strada quando necessario (cambiare prodotto, l’immagine del negozio, il target, ecc.),  avrai buone possibilità di farcela. E non dimenticare mai che esiste anche un mondo ‘off-line’ che potrebbe essere interessato ai tuoi prodotti, quindi non precluderti nessuna strada; il negozio su Etsy può essere sempre la tua vetrina e catalogo, e Etsy può essere un ottimo strumento, basta imparare ad usarlo e sfruttarlo al meglio.

Ora è tempo di darsi da fare! Dacci dentro a migliorare ogni aspetto del tuo negozio!
Buon lavoro e ti aspettiamo su Etsy Italia Team, dove potrai conversare e confrontarti con altri venditori e ricevere i migliori consigli per il tuo negozio Etsy.

8 aprile 2013

Materiali: la ceramica


Foto: Concreta


Tra i vari tipi di materiali per la realizzazione di manufatti artigianali, oggi parliamo della ceramica, il materiale che per eccellenza ci dà l'idea di poter “dare forma”, di creare dal nulla.

L'arte della ceramica è molto antica e comprende svariate tecniche di produzione e di decorazione che classificano, insieme al tipo di materia prima impiegata, le varietà di ceramica nelle diverse tipologie: maiolica, terraglia, gres, porcellana, etc...


Foto: Rosslab

Attualmente non sono disponibili protocolli di analisi sensoriale sviluppati espressamente per le ceramiche, così come per altri materiali ad eccezione di alcuni tessuti, tuttavia è possibile utilizzare dei parametri sensoriali che ci possono aiutare a determinare il grado di qualità di un manufatto in ceramica. Come accade infatti in campo alimentare, anche nel campo della produzione dei materiali, gli aspetti sensoriali sono strettamente connessi alla percezione della qualità.


Nell'analisi sensoriale della ceramica i principali sensi coinvolti sono vista, tatto e udito.


L'esame visivo è volto a valutare le principali caratteristiche fisiche dell'oggetto e in particolare la qualità si valuta osservando la finezza della lavorazione e l'armonia delle forme e dei decori. A dispetto di quanto si possa pensare, le eventuali irregolarità nella smaltatura non sono da considerare un difetto ma una garanzia di lavorazione artigianale a mano. Nel caso in cui l'oggetto sia un vaso bisogna osservare inoltre la proporzione tra la bocca del vaso e il piede e che il piede sia ben rifinito.




Foto: Concreta



L'esame tattile è quello che forse dà la soddisfazione maggiore. Soppesando l'oggetto si possono apprezzarne il calore, il peso, la grana dello smalto e della terra. Gli oggetti allo stato di “biscotto” devono avere una buona porosità che si può valutare appoggiando un polpastrello umettato sulla superficie: se si appiccica al biscotto è positivo.


Foto: Concreta


Infine l'esame uditivo è quello che può far emergere eventuali difetti di fabbricazione. Il suono dovrebbe essere infatti cristallino, simile a quello di una campana. Se il suono invece è sordo significa che l'oggetto è difettato. Tipico è il suono degli oggetti filati.


Foto: Rosslab

Chi acquista prodotti ceramici via internet, ovviamente non avrà la possibilità di valutarli attraverso tatto e udito, tuttavia vi sono alcuni accorgimenti da adottare che possono aiutare a valutarne la qualità. È possibile richiedere al venditore, se non presenti nella descrizione dell'oggetto, ulteriori fotografie che mostrino alcuni particolari quali per esempio la firma (per verificare che l'oggetto sia realmente fatto a mano) e la rifinitura. Inoltre, qualora non le avesse già fornite nella descrizione, è utile richiedere ulteriori informazioni. È molto importante infatti informarsi sul materiale utilizzato: per oggetti decorativi, terracotta e terraglia tenera sono materie prime che consentono di effettuare normali lavaggi a mano resistendo nel tempo, mentre per oggetti ad uso alimentare la materia prima utilizzata dovrà essere preferibilmente porcellana, gres o argilla pirofila, più resistenti all'utilizzo quotidiano, alle scheggiature e a lavaggi più aggressivi.



Leccio51 - Si ringrazia Sonia de L'officina per la preziosa collaborazione

4 aprile 2013

Weekly finds


Casacca multicolore  - Celhosoloio
Collana di pietre - Little Cormorant
Gufo in ceramica - Adam & Eve project

Collage by Indielab

2 aprile 2013

Oleolito alla lavanda

Questo video tutorial mostra come preparare un oleolito con il metodo a freddo. 

Cos’è un oleolito? L’oleolito è un olio cosmetico a tutti gli effetti, ottenuto dalla macerazione di fiori, foglie o radici di piante officinali, in olio extravergine d’oliva. Si lasciano macerare le piante, che siano esse fiori, foglie o radici, per un periodo di almeno 35 giorni, durante i quali dobbiamo avere l’accortezza di agitare il nostro barattolo, per facilitare lo scioglimento delle sostanze benefiche della pianta nell’olio. 

Per assicurarmi una buona riuscita ed una durevole conservazione, preferisco utilizzare piante secche, anche se alcune piante (come la calendula) una volta secche perdono parte degli olei essenziali. Bisogna assicurarsi che il barattolo utilizzato sia perfettamente pulito ed asciutto, la presenza di acqua potrebbe causare la formazione di muffe che rovinerebbero l’oleolito. 

Preparazione: 
  • 10g Fiori secchi di lavanda;
  • 100g olio extravergine di oliva.


 Mettere 10g di fiori secchi di lavanda in un barattolo di vetro ben pulito e asciutto. Coprire con 100g di olio evo, chiudere il barattolo. Agitare energicamente una volta al giorno e lasciare macerare per 30/40 giorni. 




Proprietà della Lavanda: calmante, rilassante, contro l’insonnia e l’irritabilità. Potente antisettico e cicatrizzante, l’oleolito di lavanda è indicato per applicazioni su scottature, piccole ferite, piaghe, punture d’insetti. L’olio essenziale di lavanda è anche un’efficace repellente per gli insetti. I fiori secchi nei cassetti della biancheria, oltre che a donare al bucato un gradevole profumo, tiene lontane le tarme. Oltre che in cosmesi può essere utilizzata anche in cucina per aromatizzare marmellate, creme, stufati, biscotti. La scelta dell’olio: si possono utilizzare tutti i tipi di olio spremuti a freddo, tuttavia consiglio gli olii alimentari che, a differenza dell’olio di mandorle, jojoba, riso o semi di lino, sicuramente non contengono altri additivi. Personalmente consiglio un buon olio extravergine d’oliva sia per i valori nutrizionali che fanno bene alla pelle, sia perchè tra tutti gli olii è quello che si conserva più a lungo. Non fidatevi dell’olio d’oliva a basso prezzo, meglio spendere qualche euro in più e avere un prodotto di elevata qualità. 
Nella grande distrubuzione un olio d’oliva costa mediamente sui 10-12€ al litro, se avete la fortuta di andare direttamente dal produttore lo trovate a circa la metà. In una bottiglia a 3€ sicuramente non vi danno olio extravergine d’oliva, ma qualche altra cosa… Se volete scegliere l’olio di semi, non comprate quelli da pochi centesimi del supermercato, lasciano uno strano residuo plastificato e irrancidiscono molto velocemente, quindi vi consiglio di prenderne uno di buona qualità magari in erboristeria. 

La scelta delle droghe: informatevi sempre sul tipo di droga che andrete ad utilizzare, in base anche alle vostre esigenze. In rete si trovano molte informazioni, o potete procuravi un libro di erboristeria. In questo modo avrete un quadro chiaro del prodotto che andrete ad utilizzare, effetti benefici ed eventuali effetti collaterali e, nel caso in cui vogliate procurarvi le droghe senza acquistarle, sapere quale parte della pianta utilizzare e in che periodo è meglio raccoglierla. E’ sempre consigliato di utilizzare erbe o fiori essiccati per evitare un eventuale formazione di muffe. E’ possibile aggiungere qualche goccia di olio essenziale per esaltare il profumo dell’oleolito o in alcuni casi migliorarne il profumo. Ad esempio l’iperico non ha un gran buon profumo, ma è ottimo per lenire le punture di zanzara. L’importante è che sia olio essenziale puro senza aggiunta di alcool.



Manola - Blacklightcreations
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...