Visualizzazione post con etichetta networking. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta networking. Mostra tutti i post

10 dicembre 2013

Networking: perché?

Di seguito l'intervento tagliato dalla talk a cui Giada e Marta hanno partecipato lo scorso 23 novembre, durante l'evento MammaCheBlog Creativo.



Oggi siamo qui per parlarvi di come fare “gruppo” e quanto questo sia fondamentale nel commercio online.
Una delle prime cose che vorremmo chiarire è che l’EtsyItaliaTeam non è il supporto italiano di Etsy, ma una comunità di venditori e compratori formatasi al suo interno, che si aiutano e collaborano, per promuovere la propria attività dentro e fuori da questa piattaforma. Non siamo pagati da Etsy. Tutto ciò che facciamo, organizziamo, promuoviamo, sia online che offline, è a titolo di volontariato.
  
Se non conoscete Etsy e il suo funzionamento, ve lo spieghiamo brevemente: è una piattaforma di commercio online nata nel 2005 a New York e attiva in più di 200 paesi nel mondo, dove si possono vendere oggetti fatti a mano, vintage che abbia più di 20 anni e supplies, ovvero materiali che servono per la creazione stessa. 
Su Etsy ci sono oltre un milione di negozi attivi, oltre 30 milioni di membri e oltre 20 milioni di oggetti in vendita. Con numeri di questa portata, diventa palese la necessità di fare gruppo, per non sparire nel mare magnum di articoli e venditori. Etsy infatti, promuove l’aggregazione tra persone che abbiano interessi, scopi, affinità, strategie comuni. Questi gruppi sono i team, e ce ne sono 8635. 
Non so se avete notato, ma parlando di aggregazione, non abbiamo usato la parola “aziende” bensì la parola “persone”. E lo sottolineiamo ed evidenziamo, perché noi non siamo sterili e vuote aziende, ma siamo persone che si aggregano, socializzano, si scambiano pareri, si sostengono, collaborano, insomma si comportano come tali sia online sia offline.
Quando ho letto dal programma il titolo della mini talk, il mio primo pensiero è stato: è l’unica talk con un titolo quasi interamente in inglese. Direi che questo è sintomatico di quanto, nel nostro paese, ci sia ancora poca dimestichezza, non certo dell’inglese, ma sicuramente di cosa questi termini significhino e di quanto poco siano effettivamente utilizzati ed esplorati.
Prendiamoli in esame allora uno per uno.
 
Il Networking è la creazione di un gruppo di contatti, collaboratori, collegamenti in rete; per Community si intendono quei gruppi che nascono spontaneamente all’interno della rete, per autopromuoversi, parlare, condividere, collaborare e così via; per Ecommerce si intende il commercio online.
Se guardiamo queste tre definizioni di primo acchito c’è qualcosa che stona: secondo l’opinione comune, il commercio è concorrenza e profitto a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, ed è quanto di più lontano dalla condivisione e dalla collaborazione. Bè i tempi pare stiano cambiando!

Oggi parlare di un commercio di questo tipo è quanto di più lontano dalla realtà. Da anni ormai si sta consolidando un modo differente di fare commercio, non più basato sulla concorrenza bensì sulla condivisione e la collaborazione. Ed è quello che quotidianamente fa la gran parte dei venditori su Etsy.  
Detta così sembra la buona novella, quindi passiamo agli esempi pratici. 
L’EtsyItaliaTeam è composto da quasi 3000 membri, tra venditori e compratori. Lo scopo condiviso è quello di supportarsi a vicenda e di promuovere e organizzare vari tipi di eventi.
Mi spiego meglio: la pagina del team su Etsy è strutturata come un forum, con tantissime discussioni sugli argomenti più disparati. C’è la discussione del mese, dove semplicemente si chiacchiera; la discussione sulla fotografia, dove si mette a disposizione la propria esperienza e trucchi in campo fotografico; quella per i principianti che hanno aperto da poco un negozio e hanno bisogno di consigli; fino ad arrivare a cose molto tecniche quali i SEO, le descrizioni dei propri prodotti, le spese di spedizione e così via. Questi sono dei forum dove ognuno condivide le proprie esperienze e conoscenze, lasciandole a disposizione per ogni membro del team. Insomma è un aiuto pressoché indispensabile per muoversi all’interno di quell’oceano vastissimo che è Etsy. 

Vi chiederete perché lo facciamo? Bella domanda!
Perché vendere online è molto diverso dall’avere un negozio su strada. Prima vi abbiamo parlato dei numeri di Etsy, ma considerate che non è l’unica piattaforma di ecommerce, ogni giorno ne nascono di nuove, oltre a quelle già consolidate e se già è difficile farsi trovare su Etsy, figuriamoci sull’intera rete! Avere alle spalle un gruppo di persone che hanno un scopo condiviso, quello di vendere i propri prodotti, e che agiscono tutte nella stessa direzione, come dire, fa massa. 
Vi faccio un esempio: molte persone nel team hanno un blog. Su questo blog pubblicano, tra le altre cose, i weekly finds, un collage di oggetti preferiti, oppure propongono un outfit con oggetti loro e di altri componenti del team. In questo modo si fanno promozione, suggerendo ai possibili clienti come abbinare le loro creazioni. E allo stesso tempo, coloro che sono stati scelti, faranno pubblicità al creatore del post, perché lui o lei fa promozione a loro. Questo è un meccanismo che crea solo vantaggi! Mi do la possibilità di vendere, di far vendere, di soddisfare le esigenze di qualcuno, il cliente, inoltre mi faccio conoscere, insomma si viene a creare quel networking di contatti fondamentale per essere trovati online.

Questo stesso meccanismo è riportato in grande all’interno di Etsy. Perché tutto lì viaggia su questo principio. L’esempio perfetto è la creazione di piccole collezioni che ambiscono ad arrivare in home page: le Treasury (per gli amici semplicemente T). 
Le T sono composte da 16 articoli selezionati all’interno di quei 20 milioni di prodotti con un tema scelto dal curatore, con 2 sole regole: non inserire un proprio articolo e non inserire 2 articoli di uno stesso venditore. Non bisogna essere laureati in matematica per capire la portata di intrecci che crea anche una sola T! 
Quindi io promuovo 16 negozi in giro per il mondo, che molto probabilmente contraccambieranno il favore, mettendo uno dei miei articoli in una loro collezione. Se lo facessero tutti e 16, il ritorno che avrei dal fare una semplice T, sarebbe di 16 collezioni che mi promuovono.
E ovviamente non è detto che sceglierebbero tutti i negozi che io ho scelto, quindi altre persone vedrebbero il mio articolo, e potrebbero inserirmi in altre collezioni. Questo circuito va avanti all’infinito e arriva a 30 milioni di utenti. Devo ancora spiegarvi perché lo facciamo?! 
Quello di fare T non è solo un passatempo divertente e fantasioso per aumentare il traffico e la permanenza su Etsy, è un meccanismo di promozione molto abile. Perché tra quei 30 milioni di utenti ci sono anche e soprattutto i clienti. Vi ricordo che i venditori sono un milione, ma gli utenti sono trenta (30!) milioni! 

Per chi è abituato al vecchio modo di fare commercio, quello di “porto tutta l’acqua al mio mulino”, questo deve sembrare un po' spiazzante. Perché è sicuramente vero che i prodotti presentati su Etsy sono spesso e volentieri al di sopra della media produttiva e industriale, essendo fatti a mano da persone vere e proprie con cura e attenzione, ma se fossero l’unica fonte da cui attingere, probabilmente Etsy non sarebbe arrivato al suo ottavo anno di vita con un fatturato che cresce in modo esponenziale di anno in anno. 

La vera forza di questa piattaforma sono le persone che la compongono, i suoi utenti, che si comportano da persone sia online sia offline. Le persone che sono community. La comunità che si trova quotidianamente online per scambiarsi consigli, per promuovere se stesse e gli altri membri, per raccontarsi, e così facendo si stabiliscono rapporti, si creano contatti, si condividono, in fondo, le proprie vite. 
Diventa banale dire che quando poi ci si trova faccia a faccia con quelle stesse persone che ti hanno aiutato a migliorare il tuo negozio e tutto quello che lo circonda, come è recentemente successo a noi durante il primo raduno nazionale dell’Eit, il Craft Camp qui a Milano, è anche meglio di incontrare i parenti che vedi solo a Natale! Perché quelle persone, in modo del tutto disinteressato ti hanno portato a migliorare le tue tecniche di promozione, ti hanno consigliato, ti hanno supportato nei momenti difficili e condiviso le tue gioie nei traguardi raggiunti. Siamo sinceri, una dose così massiccia di altruismo è veramente difficile da trovare, e quando la trovi, all’inizio non ci vuoi credere, ma poi ti rendi conto che è la linfa stessa che ci sostiene. 
Quindi se vi chiedete ancora perché lo facciamo... è  perché così si vive meglio!

scritto da Giada di GingerLab



3 dicembre 2013

Dalle nostre inviate a MammaCheBlog


Sabato 23 Novembre 2013 Marta di LittleCormorant e Giada di GingerLab hanno partecipato per EIT al MammaCheBlog Creativo, un evento organizzato da FattoreMamma per le mamme della Rete amanti di creatività e crafting.
Ne segue un resoconto più o meno dettagliato. 
Ci scusiamo in anticipo se non menzioneremo tutti i partecipanti, ma  abbiamo dovuto tagliare qua e la per ragioni editoriali.

La Fonderia Napoleonica Eugenia, luogo di indistinta bellezza, che evoca un saper fare antico, per un giorno è stata la sede perfetta per una creatività nuova e intraprendente, quella delle mamme di MammaCheBlog. Con ogni probabilità le uniche non-mamme eravamo proprio noi dell’EtsyItaliaTeam, chiamate a partecipare alla talk, scusate alla MomTalk, dal titolo NETWORKING, COMMUNITY E ECOMMERCE: QUANTO CONTANO DAVVERO? con Laura Nani Bertetti e Fosca Massucco (Cuore di Maglia), Matteo Cascinari (Blomming).




Ma andiamo con ordine. Il programma era veramente intenso, e purtroppo alcune delle relatrici si sono dilungate, tagliando drasticamente il nostro intervento e riducendolo ad una sola delle 2 domande previste, ma tra poco ci arriviamo.

La prima sessione di MomTalk era dedicata ad alcune blogger molto seguite all’interno della community di mamme. Si è spaziato dal cake design all’uncinetto. Siamo rimaste colpite da alcune di loro: prime fra tutte leFunkyMamas, che, con la collaborazione della cara Gaia Segattini di Vendetta Uncinetta, con la loro iniziativa Icecream Team colorano il mondo di rosa, regalando attimi di bellezza improvvisi nel grigiume cittadino: una poesia e una delicatezza che venendo dal cuore e dalla volontà condivisa di donare un sorriso disinteressato, colgono di sorpresa i passanti distratti e  illuminano le giornate altrui. Davvero ammirevole!

Rimarchevole è anche il lavoro di altre due creative: IsLaura e diUnideanellemani. Ci piace definire Laura Siri di IsLaura “il Riciclo Creativo per eccellenza”, che nasce da, come lei stessa si definisce, “un’accumulatrice compulsiva” dotata di un’istinto creativo e un senso estetico davvero invidiabili. Doria Vannozzi di Unideanellemani rappresenta invece la semplicità complessa del saper fare, in questo caso l’uncinetto, ma non solo. Con la spensieratezza di chi ama fare e condividere, riesce a trasmettere con poche parole, la sua passione, incoraggiando a non avere “quell’ansia da prestazione” quando si crea, perché anche sbagliando si impara e l’importante è che quel che facciamo deve sempre e comunque essere anche fonte di divertimento. Come dire “Take it easy and do it!”Nella seconda sessione di MomTalk si è andato davvero fuori dagli schemi! Perché la creatività non è solo fare la maglia o riassemblare in modo nuovo oggetti ritrovati, ma se ci si vuole proporre al vastissimo pubblico del web è necessaria l’organizzazione. E qui tra tutte spicca, e come non potrebbe, Francesca Marano di C + B, che sul suo blog ci spiega ben benino come affrontare problematiche di ogni tipo, per essere makers e imprenditrici di se stesse allo stesso tempo.Altri esempio di imprenditoria tutta al femminile sono le ragazze di Donne con le curve e Anna lo Piano di Lagomsciuè,  che dimostrano quanto è a volte necessario uscire dalle trame del virtuale e ritornare al reale, o meglio alla carta stampata.  Entrambe nate da blog, si occupano di pubblicazioni: la prima è una rivista che, come dice chiaramente il nome, valorizza le curvy, la seconda nata dal "desiderio di diffondere idee e spunti di creatività al servizio di un ben-essere e di un buon vivere" (cit. blog lagomsciuè).
La terza parte della mattinata è quella in cui abbiamo partecipato anche noi. La talk si è aperta conCuore di Maglia , e qui davvero c’è da togliersi i cappelli ed inchinarsi di fonte  ad un progetto nato da un errore! E preparate i fazzolettini, perché qui la lacrima ci scappa. Laura Nani racconta come è nato: voleva fare delle scarpine per bebè, ma avendo poca dimestichezza, una volta terminate si rende conto che sono davvero troppo piccole! Che farne? Realizza che in effetti quelle scarpine sarebbero potute essere davvero utili a un bimbo nato prematuro. Inizia così, insieme a un gruppo di amiche, la collaborazione con i reparti di terapia intensiva neonatale, ai quali il knit club fornisce mini corredini per le creaturine appena venute al mondo, alleviando l’ansia e le preoccupazioni dei genitori, cercando di prendersi cura e rendendo in qualche modo più “normale”, una situazione di per sé davvero faticosa. Ripagate dal sorriso e dalla soddisfazione di mamme che passano i primi mesi della vita dei loro figli a “lavarsi a pezzi nel bagno delle infermiere”, queste 200 sferruzzatrici scaldano i piccoli e smuovono i cuori in una quarantina di ospedali sparsi su tutto il territorio nazionale. Un esempio perfetto di Community.Segue l’intevento di Matteo Cascinari di Blooming,  piattaforma di ecommerce collegata al proprio blog o pagina facebook.  E poi arriviamo noi, Marta e Giada, anzi solo Marta, dato che l'intervento di Giada è stato tagliato, per mancanza di tempo.  Alla domanda “Avete recentemente organizzato il craft camp: come si coniugano vita online e vita offline?” Marta risponde con grande professionalità e competenza, raccontando di come siamo riuscite, grazie alla raccolta fondi su Eppela, alle nostre forze, senza il supporto di grandi nomi alle spalle, ad organizzare un evento che ha stupito, in primo luogo, proprio noi che lo abbiamo organizzato. Non perché fossimo dubbiose sulla sua riuscita, ma perché il successo riportato è stato davvero enorme, dimostrando per l’ennesima volta come e quanto sia fondamentale agire da persone che collaborano e lavorano duro per ottenere, non dei risultati fini a se stessi, bensì un risultato comune che va al di là della rete, della concorrenza, dei profitti, insomma quel Networkig che noi tutti dell’EtsyItaliaTeam assaporiamo quotidianamente.La seconda domanda prevista sarebbe dovuta essere “Aiuto tra blogger: è possibile? come si lavora facendo networking?” Se avessimo avuto più tempo ci sarebbe piaciuto approfondire questo argomento ma non c'è stato tempo. Ne faremo un post successivo per riportarvi il testo integrale che avremmo voluto presentare. Accenniamo brevissimamente che nel pomeriggio si è svolta la MomClass intitolata CREARE E GESTIRE UN'ATTIVIVITA' con Silvia Tropea (avvocato) e Lucia Busca (esperta di gestione amministrativa), davvero molto interessante, ma essendo lunga ed impegnativa ne verrà fatto un post a parte.



Concludendo, quello che ci ha davvero colpito di questa giornata, è un filo conduttore totalmente inaspettato: l’errore. Infatti in molte hanno parlato di come gli errori commessi non siano diventati un fallimento su cui rimuginare e piangere lacrime amare, ma una spinta propositiva, che ha portato a dei successi davvero incredibili. Insomma l’errore rivisitato, capovolto e trasformato da negazione ad affermazione: di successo, di adattabilità, di propositività, in una parola, di creatività.


A seguire pubblicheremo anche il resoconto della presentazione "Creare e Gestire un'attività" e l'intervento di Giada non presentato per mancanza di tempo in quanto l'argomento Networking è importantissimo essendo alla base dello spirito EIT. Stay tuned!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...