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5 dicembre 2015

Pinterest

foto di TheGeekyGiraffe
Siamo arrivate all’ultimo appuntamento con la nostra school: parleremo di Pinterest e tireremo le somme di questo anno super impegnativo.
Abbiamo già parlato di questo fantastico social in altre occasioni, in particolare riguardo alla school del 2014 e riguardo allo smart feed introdotto sempre l’anno scorso. Quindi oggi vi daremo solo qualche breve consiglio su come poter sfruttare al meglio le sue potenzialità.

CONSIGLI GENERALI

  • Pinterest può essere peggio delle ciliegie o, se non mangi la frutta perché hai timore di trovarci i vermi dentro, della focaccia genovese: non ci si riesce a fermare! Per non togliere tempo prezioso alle tue creazioni, usa un cronometro, vanno bene sia quelli veri sia quelli virtuali, per limitare il tempo giornaliero che passi su Pinterest e datti uno scopo di ricerca. Potresti usare un calendario settimanale, per esempio, e decidere che il lunedì fai ricerca sui tuoi competitor, il martedì sui trend del momento, il mercoledì sul tuo brand e lo storytelling inerente ad esso, il giovedì sul packaging che magari vuoi cambiare, il venerdì su un particolare materiale, e il sabato e la domenica sulle ricette che vorresti cucinare, o sulle magliette con gli unicorni, sui gattini che ruzzolano dal bracciolo della poltrona… insomma un po’ di cazzeggio ci vuole ogni tanto! 
  • Su questo enorme raccoglitore di immagini, puoi fare ricerca per i tuoi prodotti, come si diceva poco sopra: se temi la concorrenza puoi impostare la bacheca con le immagini di ricerca come “segreta”; se invece ami condividere il tuo processo creativo, spostala tra le prime, affinché i tuoi follower sappiano sempre cosa stai preparando per la prossima stagione e come lo stai facendo. 
  • Ci sono pareri contrastanti se avere o meno una bacheca con solo i tuoi prodotti: se hai un negozio online, dal mio punto di vista è un po’ superfluo ricreare una seconda vetrina, ma in molti sostengono che invece sia ottimale raggruppare i propri lavori e non mischiarli con il resto. Io preferisco vedere i prodotti sparsi nelle bacheche a tema: per esempio se vendi vestiti, potresti usare le bacheche per creare degli outfit che includano anche prodotti di altri, per suggerire accostamenti e contestualizzare al meglio il tuo lavoro, ma anche perché la promozione reciproca è sempre la carta vincente.
  • Potresti creare una bacheca che rappresenti il tuo target, includendo quindi tutte le sue caratteristiche come i libri che gli piacciono, come è arredata la sua casa, cosa gli piace mangiare e così via; o ancora, ma per questo caso devi essere davvero super-pro, fondare tutto il tuo account sullo storytelling e creare delle rappresentazioni visive del tuo brand in tutte le sue sfaccettature. Certo, quest’ultimo modo di usare Pinterest è davvero arduo, ma quando capita di trovare dei Pinner che lo sanno fare bene, si entra in un mondo fantastico che ammalia e affascina, come se si leggesse un gran bel libro.
  • Ricorda di dare nomi comprensibili alle bacheche e ai tuoi pin: la SEO è onnipervadente. 
  • Su Pinterest c’è un gran bel modo di collaborare e sono le bacheche condivise: puoi trovare qualcuno che condivida i tuoi valori e la tua estetica e insieme creare una bacheca che sia un punto d'incontro tra i vostri due brand, di modo che si completino a vicenda; puoi usarle per intessere nuove relazioni lavorative; per condividere un tema o un interesse con altri creativi; o addirittura chiedendo ai tuoi clienti di pinnare ciò che gli piace in relazione a un tema scelto da te. Insomma tempeste di cervelli a go go! 
  • Scegli oculatamente le copertine delle tue bacheche in modo da creare un’immagine armoniosa del tuo profilo, magari uniformando colori o toni: questo colpisce immediatamente l’attenzione di chi arriva sul tuo profilo, che molto probabilmente sceglierà di seguire tutte le tue bacheche e non solo alcune. Puoi anche decidere di cambiarle a seconda delle stagioni, dei colori in voga al momento, delle tendenze etc. 
  • Per analizzare il tuo brand crea una bacheca privata (o non) per metterci dentro tutte le cose che ami di più. Indipendentemente da cosa siano. Falla stagionare qualche giorno per benino, e poi riguardala attentamente. A questo punto rifletti, cercando di capire cosa sono le cose importanti per te e per il tuo branding che poi trasporrai e tradurrai in tutte le parti del tuo business. Periodicamente riguardala e ripeti l’analisi, per essere sempre circondata da ciò che ami e non dalle cose superflue. 
  • Infine ricorda: un pin al giorno toglie il medico di torno! Organizza il tuo tempo prevedendo 5 minuti di pin e ripin 3 volte al dì, per essere sempre attiva (Pinterest è pur sempre un social e ha bisogno di continue scosse di vita), per non saturarti velocemente, e per far sapere ai tuoi follower che ci sei e sei sempre sulla cresta dell’onda. 

ALCUNI ESEMPI DA CUI PRENDERE ISPIRAZIONE

Su Pinterest è sempre bene caricare immagini “belle” e mantenere un filo conduttore sul proprio account, che sia in linea con il proprio brand e il proprio stile. Ho scelto di presentarvi alcuni profili che dimostrano le potenzialità che questo social può offrire.

  • Chi l’ha detto che se si è food blogger si deve parlare solo di cibo? Local Milk ci accompagna in un viaggio al di là delle pietanze e ci fa entrare in un mondo a tutto tondo, perchè non di solo cibo vive l’uomo.
  • Chi è Le Prince Jardinier? Sembra avvolto dal mistero, ma è un negozio di mobili, utensili e abbigliamento da giardinaggio superchic creato effettivamente da un principe nel 1995. Questo account ci fa capire le potenzialità che Pinterest ci offre, a saperle sfruttare bene.
  • Ultimamente propongo continuamente le sorelle di Pemberley Pond come esempio da seguire, ma quando uno, anzi due sono così brave, è inevitabile. Sulla loro pagina ci sono molte bacheche tematiche su alcuni dei libri da cui prendono ispirazione e una particolarissima bacheca, a cui collaborano con Loukippi, che ricorda l’atmosfera che le circonda quotidianamente: come a dire che l’ambiente circostante ci permette di creare ciò che creiamo. 
  • Le bacheche di EF Accessories centrano talmente tanto il target a cui si rivolge da far rabbrividire (è la nostra capitana mica per niente!), creando un ritratto super dettagliato dell’uomo elegantone e con un gusto sofisticato, che non può che scegliere una sua lapel pin da indossare. 
  • Sarah Prall è insuperabile a raccontare storie con le immagini: quando si è sulla sua pagina è come sentir leggere una fiaba della buona notte, che ci accompagna in sogni sublimi e incantati. 
  •  L’account di Carolyne è un arcobaleno tenue, ispirato alla natura e rigorosamente in ordine cromatico. Un ottimo spunto per ricordarsi di tenere in ordine il proprio “luogo di lavoro” virtuale. 

LINK DA STUDIARE 

Articoli precedenti sul blog 

Dal forum - per visualizzare devi essere iscritto al team
Guide
4 errori da evitare - in inglese 

ESERCIZI 

  1. Se non hai Pinterest: apri un account, crea almeno 10 bacheche che esprimano il mondo del tuo brand. 
  2. Se hai già Pinterest: togli tutti i pin che stonano, cura almeno 5 bacheche in modo che siano impeccabili, ovvero belle dall’inizio alla fine, con una bella copertina che inviti a cliccarci su. 
  3. Crea una bacheca che attiri il tuo target, riempila di prodotti (compreso il tuo) e ogni volta che qualcuno la segue (quindi che segue SOLO la bacheca) vai sul suo profilo e cerca di capire i suoi interessi: cosa le piace? A che stile di vita aspira? Come usa pinterest? Usa questi dati per affinare sia l’utilizzo di Pinterest che il ritratto del tuo cliente ideale.

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

4 dicembre 2015

Instagram

foto di RochaixCo
Instagram è forse il social più adatto ai creativi: è principalmente visuale, permette un’interazione elevata ed è immediato da usare. Nel caso non lo sapessi già: instagram è un’app per smartphone che permette di scattare e pubblicare foto in un proprio profilo / gallery; Gli altri utenti possono seguire il profilo o interagire con le singole foto mediante cuori o commenti. Se il tuo target rientra nell’età 17-35, che costituisce il 70% degli utenti IG) questo social fa decisamente per te.

CONSIGLI GENERALI 


  • Il fulcro sono le foto, quindi fare belle foto è obbligatorio. Per belle foto si intende come al solito: illuminazione naturale o comunque ottimale, attenzione all’inquadratura e alla composizione, evitare di fare foto sfocate o sgranate. 
  • Instagram permette la modifica delle foto con filtri o un editor base. Meglio non esagerare troppo con queste funzioni: se una foto è scura scura non si potrà migliroare più di tanto. 
  • Lo scopo è farsi trovare: dovrai usare gli hashtag (le parole chiave precedute da #) per permettere agli altri utenti di arrivare sul tuo profilo. il numero ottimale di hashtag è tra i 5 e 10, evita i #likeforlike e robe simili perché il tuo interesse è che le tue foto siano viste e piaciute dal tuo target e non da gente che poi si aspetta un cuore in cambio. Scegli le parole chiave usate su instagram, per fare ciò puoi usare websta.me, un sito in cui puoi fare delle richerche per parole chiave e vedere quali hashtag vengono usati contenenti tali parole chiave. 
  • Lo scopo di instagram, se hai un brand, non è farsi le selfie né creare un catalogo fotografico; lo scopo è, come sempre, raccontare il tuo brand in modo da raggiungere il tuo target. Racconta di te, della tua vita, dei work in progress, dei dietro le quinte del tuo brand. 
  • Seleziona tantissimo le foto, per arrivare ad avere un profilo bello devi mettere solo le foto migliori. 
  • Coinvolgi i tuoi follower: rispondi ai commenti, organizza giochi o attività (es. un hashtag intorno cui chi ti segue possa riunirsi). 
  • Posta regolarmente senza esagerare: non più di due foto al giorno, magari distanziate durante la giornata, non meno di un paio di foto a settimana. 
  • Crea una gallery che esprima il tuo brand e che spinga chi passa da lì a seguirti. 
  • Usa la bio del tuo profilo per dare informazioni rilevanti: la bio è l’unico posto dove i link sono cliccabili, usalo saggiamente! Qui puoi inserire anche informazioni rilevanti periodicamente (offerte speciali, post che vuoi vengano letti, ecc.). 

LINK DA STUDIARE 


Guida completa all’utilizzo di instagram
5 top strategies to win on Instagram
Come spopolare su instagram
The science of instagram: how to get more followers and like
5 best types of instagram photos to drive engagement
25 tricks for effective instagram marketing
52 tips on how to market on instagram
Instagram - come usare gli hashtag e altri consigli
Pubblicità su instagram 
Come i brand utilizzano hyperlapse
Video su instagram: il marketing 
Instagram come si usa: le dieci cose da non fare assolutamente

ESERCIZI 

Puoi fare uno o tutti i seguenti esercizi:

  1. Cerca di capire quale tipo di foto potrebbe piacere al tuo target: temi? Composizione? Tonalità? 
  2. Crea un calendario editoriale per pubblicare regolarmente su instagram per le prossime due settimane almeno due volte a settimana; 
  3. Trova il modo di coinvolgere i tuoi follower: invitali ad usare un hashtag che poi userai per scovare le foto più belle e metterle sul tuo profilo, fatti aiutare a creare un prodotto nuovo, ecc.
  4. Crea un video di un tuo prodotto mentre viene usato / indossato / inquadrato a 360°. In ogni caso, misura le interazioni con i contenuti che proponi e cerca di capire quali sono quelli che funzionano di più.

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

17 settembre 2015

Twitter - Lo sconosciuto

foto di UPrintPartySupplies 
La mia personalissima opinione è che Twitter sia il social network meno conosciuto o meglio, quello usato peggio tra tutti i social network, almeno in Italia.
Nasce come piattaforma per l’invio di messaggistica a gruppi di persone conosciute, una sorta di evoluzione degli SMS e trasformatosi in breve tempo in un social network di microblogging e condivisione. I tweet viaggiano velocissimi e in questo social è necessario fare grosso esercizio di brevità: 140 sono i caratteri disponibili per ogni tweet. Io lo amo molto, forse per la legge del contrappasso: sono un po’ prolissa.

CONSIGLI GENERALI 

  • Su Twitter è importante interagire. Lo dice il nome stesso: twitter = cinquettìo, o si parla con qualcuno o è inutile averlo. Inizia col seguire persone che conosci, persone che stimi, persone che ti piacerebbe conoscere, blogger che ami, crafter che ammiri; leggi di cosa parlano e, quando ti sarai ambientata, inizia a rispondere e conversare. Ti stupirai di quanto anche le personalità normalmente più irraggiungibili siano disponibili su Twitter! Non è raro che anche i VIPs si scomodino a retwittare o rispondere a un tweet. 
  • Quando usi Twitter per il tuo negozio, stai attenta a NON “spammare”, ovvero lanciare a raffica tweet promozionali con link al tuo negozio. La gente sta su Twitter per tutt’altro che cliccare sui tuoi listing, quindi devi cercare di interessare le persone raccontando qualcosa di quello che fai: “E’ stato un travaglio lungo e faticoso ma finalmente ho partorito [link al listing]”. 
  • L’ironia e l’autoironia la fanno da padrone su Twitter, quindi se non ti senti a tuo agio a fare battute (o riceverne) forse non è il social che fa per te. 
  • Usa gli hashtag (quelle parole precedute da # ) in modo saggio: cerca quali sono usati anche dagli altri e usali, magari abbinandoli, in maniera coerente, con i tuoi listing o foto dei tuoi prodotti. 
  • Su Twitter, per farsi notare, quindi, non bisogna “fare promozione” ma fare networking; partecipare alle chat (conversazioni raggruppate sotto un #hashtag), parlare con gli altri, essere sé stessi. 

LINK DA STUDIARE

ESERCIZI


Fai uno o tutti i seguenti esercizi:

  1. Segui almeno 4 profili di blogger o giornalisti, nazionali e internazionali, che potrebbero essere interessati al tuo prodotto. Studiali per un po’, e, quando ti senti pronta, interagisci con loro. Se non ti si filano non disperare: continua a seguirli e ogni tanto butta lì un’interazione: un retweet, una risposta. NON ESAGERARE! Essere invadenti non ripaga mai. 
  2. Trova una chat intorno a un hashtag che ti interessa e partecipa. 
  3. Posta almeno 3 volte al giorno, in diversi orari, raccontando quello che fai (anche link ai listing ma con discrezione, come spiegato sopra) e interagendo con gli altri, per una settimana. 

Dopo 7 giorni: cosa è cambiato? Hai dei follower in più? Ti sono arrivate visite da twitter al tuo negozio? (controlla nelle statistiche).

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

16 settembre 2015

FACEBOOK - Il capillare

foto di UPrintPartySupplies 

In generale Facebook è un diario molto personale per raccontare ai tuoi seguaci che fai e come lo fai, per parlare con loro, per condividere ciò che ti interessa e anche per indirizzare verso altri canali, per esempio il tuo blog.

CONSIGLI GENERALI 

  • Un post su Facebook dovrebbe essere molto veloce da leggere, attirare l’attenzione con una foto o un video, e invogliare chi lo legge ad approfondire il discorso, sia interagendo con te nei commenti sia leggendo per esempio il blog post che stai “pubblicizzando”. 
  • Molto importante è creare una pagina per il tuo shop (e uniformare il branding, anche se avresti dovuto già farlo in passato) e non usare il tuo profilo personale: il tuo lavoro è qualcosa di mooooolto diverso dalle foto delle tue vacanze e del tuo gatto o dalle polemiche politiche che allegramente intrattieni altrove. Seppure dovresti parlare di te sulla pagina del tuo negozio, non è consigliato condividere la vita privatissima con i possibili clienti. 
  • Postare solo contenuti che riguardano il tuo lavoro mi ricorda molto i gabbiani di Nemo: una pagina che parla solo e unicamente di te, diventerebbe noiosa a lungo andare (e se decidi di postare ogni giorno, “lungo andare” si trasforma rapidamente in poche settimane se non addirittura giorni). Potresti quindi pensare di arricchire i tuoi post con contenuti tematici che riguardano non solo il tuo prodotto, ma tutto il mondo che gli sta intorno: come nasce? Cosa ti ispira? Qual’è il contesto che c’è intorno a te? E al tuo prodotto? Mi viene in mente la pagina delle Pemberley Pond, decisamente un ottimo esempio di come integrare il proprio lavoro, ispirato alla letteratura di epoca vittoriana, con foto di personaggi, ambienti, costumi, riscoperte, film, libri etc. insomma tutto ciò che riguarda i grandi classici letterari e tutto ciò da cui le sorelle Lodetti prendo ispirazione. Non male direi! 
  • Su Facebook ci sono poi i gruppi che, nonostante non siano “di sostegno”, in realtà fanno esattamente questo: sostengono te e il tuo lavoro e ti aiutano a creare quella rete indispensabile per arrivare a chi il tuo lavoro lo vuole comprare. Unirsi a gruppi di altri artigiani del tuo campo, o a chi ha degli interessi che riguardano il tuo lavoro (per es. le Lodetti potrebbero seguire un gruppo di appassionati di biscottini per il the delle 5, o associazioni di lettori, ma anche patiti della calligrafia), può diventare un trampolino di lancio per raggiungere in modo capillare il tuo cliente ideale. 
  • Un’ultima nota su Facebook e un consiglio spassionato: tentare in ogni modo di farsi pubblicità è davvero fastidioso. Se qualcuno posta una domanda del tipo “Quale personaggio di un libro vi piacerebbe prendere a pugni in faccia?” (cit. Pemberley Pond) rispondere con il link alla tua pagina Facebook, fa scattare immediata la reazione “In questo momento prenderei te a pugni in faccia!”: per cortesia, stai on topic

LINK DA STUDIARE 

le discussioni sul forum:

ESERCIZI

Pianifica la prossima settimana su Facebook: crea almeno 7 contenuti (uno al giorno, se sono due meglio) e postali negli orari di picco (vedi link sugli insight).
Tra 7 giorni: hai notato più movimento? Cosa ti dicono gli insight? Quali sono i contenuti che hanno avuto più successo?
Raccogli questi dati e fai la programmazione per tutto il mese.

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

15 settembre 2015

Introduzione ai Social Network.

foto di FrogFun
Nei mesi precedenti hai impostato e avviato il tuo shop su Etsy, e, se hai seguito con attenzione e accuratezza i nostri consigli, avrai di certo un gran bel negozio, ottimizzato in ogni sua parte!
Ora è arrivato il momento di farti conoscere al mondo, un debutto in società con i fiocchi.
Eh già perché non puoi pensare che solo SEO o ottime foto ti facciano risaltare nel mare pressoché infinito e in continua crescita dei prodotti su Etsy: devi darti una spinta e iniziare a navigare verso i tuoi futuri clienti.
L’uso dei social network è fondamentale nella tua impresa per raggiungere il successo, o quanto meno in quella di vendere i frutti del tuo duro lavoro.
Usare i social network è una pratica quotidiana, come bere il caffè la mattina, fare i tuoi esercizi per tenerti in forma, portare a spasso il cane: se hai intenzione di scrivere un post a settimana, è inutile persino aprire un account. Organizzarsi è quindi la parola d’ordine: un ottimo alleato è senza dubbio un Calendario Editoriale, ovvero un calendario di programmazione per i tuoi post.

Ogni social network ha un suo specifico utilizzo e fruizione, e sta a te decidere se usarne uno, due o anche di più: ricordati sempre che è meglio fare poco e bene, piuttosto che tutto e male. Questo significa che sta a te la scelta di quali social usare, tenendo ovviamente presente dove sta il tuo target: potresti decidere di concentrarti solo su un paio oppure okkupare tutta la rete, l’importante è usarli nella maniera corretta (leggere su twitter post come “ho postato una foto su facebook” significano solo un grande “unfollow” al tuo account!) e non disperdere le energie inutilmente: se la tua nicchia di mercato naviga su Instagram e ignora Twitter...bhe ti sei già risposto da solo!
Inoltre ti ricordo che SEO vale per tutta la rete, quindi tieni sempre sotto mano il tuo libro mastro di parole chiave, anche quando scrivi un post per il tuo blog, Facebook o Twitter.

Nei prossimi tre mesi si parlerà quindi di come presentarti al mondo e quali strumenti e tattiche utilizzare per la conquista della tua nicchia di clienti affezionati nel tuo social preferito:

  • a settembre parleremo di Facebook e Twitter (seguici nei prossimi giorni!)
  • a ottobre di Instagram 
  • a novembre di Pinterest.
Questi sono alcuni tra i più importanti social network per gli artigiani e i venditori su Etsy. Ma ce ne sono davvero tanti che potrebbero esserti utili per ampliare il tuo raggio d’azione, alcuni esempi: Periscope

LINK UTILI E DA STUDIARE

Per tenere sotto controllo le tue stats, gli hashtag, le menzioni, i tuoi fans etc

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

31 luglio 2015

Compiti delle vacanze e saluti

foto di MairiTales
Siamo arrivati alla fine del primo semestre di studi dell’EIT school, quello che riguarda la preparazione del proprio negozio, per un debutto in società da urlo!
Abbiamo affrontato tantissimi argomenti e abbiamo cercato di farlo tenendo conto delle esigenze di chi ha appena aperto e di chi è invece più rodato, ma crede ci sia ancora spazio per il miglioramento. Speriamo che gli esercizi e gli articoli proposti siano stati utili e che il tuo negozio ne abbia beneficiato, almeno un pochetto.
Torneremo a settembre con le lezioni sui social network: ora che hai un negozio curato in ogni dettaglio, sei pronto a mostrare la tua bellezza al mondo, promuovendo i tuoi prodotti unici, nel miglior modo e spargendo l’amore che caratterizza le tue creazioni attraverso tutta la rete. Per chi fosse rimasto indietro e per i ritardatari, c’è tutto Agosto per recuperare, ripassare e mettersi in pari, con il nostro programma graduale.
Il nostro consiglio è quello di partire dal primo argomento e via via procedere con gli altri, in modo da costruire delle solide fondamenta sulle quali sviluppare il proprio brand, passo dopo passo.
Questi i link a cui trovare le risorse e gli esercizi:

  1. Organizzazione del tempo 
  2. Target
  3. Branding
  4. Packaging
  5. SEO
  6. Fotografia base
  7. Fotografia avanzato 

Altri articoli nella sezione EIT School.

A chi si è impegnato fino ad ora, va il nostro applauso e speriamo vogliate condividere con noi i risultati raggiunti, nei commenti a questo post, raccontandoci la vostra esperienza di questa prima parte di programma.

Prima di lasciarvi però vi regaliamo l’ultima selezione: negozi che hanno lavorato talmente tanto bene sul proprio brand che, anche senza styling o contravvenendo a tutte le regole fotografiche di cui vi abbiamo parlato, si sono creati un loro stile unico, che li contraddistingue e rende totalmente riconoscibili con una sola occhiata. Essere piccoli artigiani può essere infatti un’ottima occasione per curare ogni dettaglio con grande accuratezza, non lasciare nulla al caso, creasi il proprio stile e far trapelare dai propri prodotti la propria personalità e la propria visione.

Il Portoghese” - In molti frequentatori del forum ricorderanno questa immagine: osare facendo indossare vistosi gioielli ad un aitante modello, per un certo periodo è stato il marchio di fabbrica di questo shop.
Eye Pillow - avere un prodotto originale e fotografarlo con il giusto styling, dona rilievo sia al prodotto sia al brand.
Summer dress - Investire economicamente in un set professionale con oggetti di scena e modelle, può essere la strada migliore per far risultare appieno il tuo prodotto e far spiccare il volo al tuo marchio.
Black shirt - Il rigore delle linee del prodotto invade la scena e si sposa appieno con l’algida atmosfera e purezza del modello.
Vintage dress - In ogni foto del negozio compare la medesima ambientazione: un salotto ispirato agli anni di produzione degli abiti in vendita, per sottolinearne l’autenticità e metterli in scena con un tocco decisamente retrò.
Olive blouse - Un elemento ricorrente in ogni foto, un cappello, e la stessa modella fanno riconoscere questo negozio anche ad occhi chiusi.
Black tank - Abiti e accessori post punk si legano con sfondi industriali e in stato di abbandono, e nonostante si sconsigli di non aggiungere sfumature sulle foto, qui vanno a rafforzare quel senso di “foto ritrovata dopo la catastrofe” e a sottolineare lo stile del prodotto in vendita.
Wedding gown - Il vintage rivisitato in atmosfere giocose e moderne, svecchiato, reso attuale, fresco, da portare con ironia e nonchalance: fare del bene fa del bene, anche al proprio negozio. Infatti Dotto dona una percentuale di ogni vendita a opere di beneficenza.
Double dipped hat - ma che ve lo dico a fà? Qui i gusti trascendono, non si parla più del “mi piace/non mi piace”, ma di come uno stile sia stato costruito, limato e affinato negli anni, e di come quello stile abbia fatto scuola per tantissimi negozi. Attraverso le foto dei prodotti venduti, dall’apertura ad oggi, si legge la storia di questo splendido negozio, esempio per tanti venditori.
Football jersey for kid - Ma chi l’ha detto che un vestito da donna deve essere portato da una donna e una maglia da bimbo non può essere indossata da un adulto? Nonostante in molti abbiano cercato di imitare l’ironia di questo negozio, Carnival of the Maniac rimane ancora l’unico e il solo a riuscirci così bene. Il resto è solo cliché.
Scotch tape dispenser - Il vintage come non si è mai visto: nuovo, luccicante, come uscito dalla fabbrica, che “canta”. Sembrano foto facili da fare quelle di Barbara e Ione (la mamma 97enne), ma se si è mai provato a fare una foto al giorno, nello stesso luogo e alla stessa ora, si capirà come invece la perfezione di questi scatti, sia davvero difficile da raggiungere. Se poi si aggiunge lo stesso piano in legno, lo stesso fondo, lo stesso genere di inquadratura, il gioco è fatto.

Abbiamo voluto spendere qualche parola su questi negozi che hanno trovato il loro stile, non per fartelo seguire, ma per dimostrare quanto sia necessario avere una idea molto chiara di cosa il prodotto che si sta proponendo voglia esprimere, quanto sia necessario aver lavorato su obbiettivi, target, branding e SEO, per giungere ad avere delle foto che “spacchino lo schermo” e siano uniche come il tuo prodotto.

E tu in che modo hai raggiunto, o stai raggiungendo, il tuo stile unico? Raccontacelo nei commenti.


Per questa prima parte dell’anno è tutto! Riposatevi, usate il tempo libero per fare un pò di compiti delle vacanze se state a casa, fate tanti bagni al mare e tante passeggiate in montagna, e ricaricatevi per l’autunno! 

Buona Estate e buona Handmade Revolution a tutti!

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

23 luglio 2015

Fare foto per il tuo negozio online - livello avanzato (Styling) - 2^ parte

foto di PinoLina

Come annunciato, proseguiamo la nostra panoramica sullo styling.
Anche questa settimana ti mostriamo degli esempi di styling, che secondo noi rendono appieno la varietà di inquadrature, props, branding possibili. Ovviamente Etsy, ma anche Pinterest, sono pieni zeppi di ottime fotografie da cui prendere ispirazione: la nostra è quindi solo una panoramica, che potrai arricchire con le tue ricerche e adattare al tuo prodotto.
Ti consigliamo di dare un’occhiata anche ai negozi da cui sono stati scelti i prodotti, per soffermarti sull’omogeneità del negozio e scoprire la loro evoluzione, sbirciando i primi oggetti venduti.

Oggi ci occupiamo dell’abbigliamento e degli accessori per lui, del vintage, dell’abbigliamento e degli accessori per bambini e degli oggetti per la casa.

Una nota sull’abbigliamento vintage: molti negozi utilizzano un collage di due immagini (abito intero + piano americano o un particolare della spalla) come anteprima, fotografato su fondo grigio o neutro. Questo è un modo per rendere il vintage meno “vecchio” e donargli un’allure pulita e ordinata.

NB: Essendo il programma di questo mese dedicato a chi è a un livello avanzato, non abbiamo incluso nelle selezioni, fotografie con fondo bianco o neutro, che rappresentano il solo prodotto: se non hai destrezza con la tecnica fotografica ti consigliamo di familiarizzare con le tecniche base, che trovi a questo link.

Abbigliamento e accessori per lui 



in senso orario:
Detachable Shirt Collar | Birch Wood Handlebar | Vintage Plaid Flannel Shirt |1980 Pierre Cardin Advertisement | Men's Apron | Tie Organizer Hat Rack | Wooden Tie Clip | White and black Bow tie | Cosmetic bag |Grey and White Agates Cufflinks

Vintage


in senso orario:
Vintage 60s wooly tank | Vintage 1950s striped dress | 19th Century Cake Mold | Boy's Shirt |  Antique english cutlery | Antique Creamer | Vintage eyeglasses | Vintage 1940s Suit | Vintage Pyrex Flask |Vintage Brushes

Bambini 


in senso orario: 
Baby Pixie Bonnet | Hammer Toy | Fox wall art | Pink baby blanket |Striped swimwear | Box shelf | Whale stuffed toy | Floral skirt | Felt miniature mouse | Farm dress | Bread slice Mini plush | Tattooed doll

Oggetti per la casa 


in senso orario: 
Geometric wooden houses | Flamingo plate set | Valet stand | Kitchen set with table mats | Crochet rug | Honey Buttermilk Soap | Sketch Mug | Cloud sponge | Set of two Cactus napkins |Pillow shams

La nostra carrellata prosegue nei prossimi giorni.

E tu come ambienti le tue foto? Raccontacelo qui sotto nei commenti o vieni sul forum nella discussione dedicata!


Grazie a Siska e a Lalla per l’aiuto nella scelta delle foto

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.



5 giugno 2015

Fare foto per il tuo negozio online - livello base

foto di JenniferWood
Per i prossimi due mesi (giugno e luglio) si parlerà di Fotografia: giugno sarà dedicato a chi è a un livello base e luglio a chi è a un livello avanzato.

La fotografia è uno degli argomenti preferiti dell'Etsy Italia team, non solo perché abbiamo occhio per le cose belle, ma soprattutto perché una giusta presentazione visiva aiuta a vendere meglio il proprio prodotto. Avendo affrontato questo argomento in tutte le salse (workshop al Craft Camp 2013, etsy dritta, nel forum stesso) cercheremo di soffermarci sull'aspetto più aleatorio dell'immagine fotografica: la bellezza. Ma cos'è esattamente una bella foto?
Per rispondere alla domandona che in molti si pongono, e la cui risposta non è mai 42, bisogna tenere presente lo scopo per cui si scatta una foto: così come il registro linguistico e la scelta del font per il proprio brand, la fotografia dei propri prodotti, oltre ad dover essere in linea con il lavoro svolto nei mesi precedenti dell’EIT school, ha delle peculiarità che ne fanno un'espressione a sé stante.
Dato che non stai facendo le foto-souvenir delle tue vacanze, né un reportage, né tantomeno vuoi fregiarti dell'aspetto prettamente artistico che questo strumento può offrire, non perdere mai di vista che le foto per il tuo shop sono l'arma di seduzione e attrazione più potente che hai a disposizione per attirare il tuo cliente ideale.

La foto di un prodotto per essere bella deve avere poche ed essenziali caratteristiche:
1. L'articolo deve vedersi interamente e devono essere messi in mostra i suoi dettagli di lavorazione. Su Etsy hai a disposizione 5 foto, e se hai molti dettagli da mostrare puoi anche fare un collage in uno degli spazi. Se vendi vintage ricorda di fotografare tutte le imperfezioni e il marchio, se presenti.

2. La foto deve essere nitida e a fuoco. Effetti di sfumatura, filtri, scritte, e quant'altro, oltre a non essere necessari, distolgono l'attenzione dal tuo prodotto.

3. I colori devono essere quanto più simili all'originale. Questo è il motivo per cui si consiglia spesso di utilizzare la luce naturale (non il sole diretto) o una light box, e un fondo chiaro e/o di un colore neutro, che non influiscano sui colori originali. L'uso del flash è sconsigliato proprio perché vira i colori, ma se sai quello che stai facendo e hai dei rudimenti di fotografia almeno semi professionale, perché stai leggendo questo articolo? Ultimamente vanno molto di moda le foto su fondo scuro, sicuramente molto di effetto, ma più difficili da realizzare. Se sei alle prime armi, fai tuoi gli strumenti di base e poi lanciati nella sperimentazione.

4. La foto deve essere esplicativa e realistica. È necessario porre un elemento di raffronto per avere il colpo d'occhio delle dimensioni o ambientare il tuo prodotto: a meno che non sia una scelta stilistica, non ha senso appoggiare una teiera per terra! Se vendi abiti o qualsiasi cosa da indossare, la migliore presentazione è indossarli. Ricorda che molte persone sono attente all'igiene, quindi potrebbero non comprare qualcosa indossato da altri, pertanto segnala che il prodotto che riceveranno non è stato usato per le foto o, se è vintage, che verrà lavato prima di essere spedito.

5. La composizione fotografica deve valorizzare il tuo oggetto. Ci sono molti tipi di inquadrature e tecniche per fotografare un oggetto: puoi basarti sulla regola dei terzi, o fare una composizione centrale, o dall’alto (Knolling), o sfruttando la profondità di campo, e ognuna suggerisce immediatamente un mood, uno stato d’animo in chi guarda e se hai lavorato su target e branding, sai già quanto sia importante creare un filo diretto con il tuo cliente. Quando trovi l’inquadratura ideale per il tuo prodotto, mantienila: il tuo negozio e il tuo brand ne gioveranno in omogeneità. Detto questo avrai capito che una bella foto se vendi online, non deve essere bella in un senso strettamente estetico, ma deve saper mostrare al meglio ciò che vendi a chi, il tuo cliente, è dall’altra parte del monitor, infatti l’unica possibilità che ha di “toccare” l’oggetto che vuole fare suo è vederlo in ogni sua fibra, angolatura, dettaglio. È l’attenzione sulle piccole cose farà di te un grande brand!

 CONSIGLI GENERALI 


→ Aiuta le tua stabilità (anche emotiva) con il cavalletto.
→ L’emozione dello scatto è forte e ti tremano le mani? Imposta il timer per l’autoscatto.
→ Diventa il miglior amico di un programma di fotoritocco. (ne esistono sia gratis sia a pagamento) → Alcuni colori sono più difficili di altri da fotografare: evita di fare oggetti rossi! O blu e neri. O bianchi e oro. Scherzo ovviamente, online puoi trovare molte guide e consigli utili.
→ Alcuni materiali, come il vetro, richiedono particolari attenzioni per non risultare piatti in foto e far vivere la loro peculiarità materica, come la trasparenza: gioca con le luci e i riflessi per trovare la soluzione ottimale, dopo aver fatto un po’ di ricerche specifiche.
→ RTFM. La tua macchina fotografica non deve avere segreti per te! Leggi il manuale d’istruzioni e sperimenta.
→ Ricorda che ogni monitor ha una calibrazione dei colori propria: non affidarti quindi solo alla fotografia per essere descrittivo, ma specifica sia nel titolo sia nella descrizione il colore vero del tuo oggetto. E ricorda al cliente che i monitor hanno calibrazioni diverse.
→ Non nascondere nulla e non lasciare nulla al caso: cose che per te possono essere scontate o di poco conto, non lo sono affatto per chi sta per comprare, e anzi potrebbero causare la restituzione dell’oggetto comprato. Ricorda di fotografare la chiusura degli orecchini o della collana, l’interno della borsa, il retro della spilla, il fondo della ciotola, il gancio del quadro, la presa della lampada…

LINK DA STUDIARE 



ESERCIZI


Per questo mese ti proponiamo un solo esercizio.
Esercizio per chi è a un livello base:
Fai o rifai almeno 10 foto dei tuoi prodotti su fondo neutro, magari aiutandoti con una lightbox. Poi (ri)spargili per il mondo e controlla la reazione di chi li vede: sono inseriti in più treasury? I cuori aumentano?

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

11 maggio 2015

SEO per Etsy: consigli, esercizi e giochi

foto di InstantQuotes
Come accennato, il secondo mese di SEO sarà un pò più rilassato e ludico.

Ti proponiamo di partecipare attivamente ai giochi presenti nel forum EIT e di proporne altri nel thread apposito.

Gioco SEO
Giochino: Suggerisci una TAG allo shop sopra al tuo!

Ti proponiamo anche un Esercizio: individua i trend attualmente di moda su Etsy, e quelli che durano nel tempo, come suggerito nel thread e nel blog di Etsy.
Puoi ricavarne:
- parole chiave che possano essere applicate a listing già presenti nel tuo negozio (se conformi al tuo prodotto)
- idee per i tuoi prossimi prodotti che avranno maggior opportunità di avere successo nelle ricerche.

Infine ti diamo un suggerimento: sbircia di tanto in tanto le trending tags usate nelle treasury. Sono giornaliere, è vero, ma sono pur sempre un ottimo modo per tenere sotto controllo cosa si “spinge” di più.

Buon lavoro e buon divertimento!

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.

4 maggio 2015

Visual Dictionary: Il glossario a immagini.

photo by MoMa
In molte occasioni ti abbiamo suggerito di utilizzare i sinonimi e di essere specifico con le tue descrizioni e titoli. Ora ci siamo rese conto che spesso mille parole non valgono un’immagine! Abbiamo quindi preparato una bacheca su Pinterest dove trovi un glossario a immagini che riguarda tanti campi dell’handmade, dalla moda alle tecniche, dai gioielli ai colori, dagli accessori ai baffi e dove potrai trovare i termini che ti servono per le parole chiave dei tuoi prodotti. In inglese a volte è difficile capire come chiamare una cosa, perché ci sono tanti nomi per lo stessa tipologia di oggetto (ad esempio bag, purse, tote, clutch per dire tante varianti per quella che noi chiameremmo borsa o borsetta), quindi speriamo che questa bacheca ti sarà utile: ti presentiamo il Visual Dictionary dell’Etsy Italia team!
Lo arricchiremo nel tempo e, se trovi immagini che pensi possano finire nella bacheca, inviacele su Pinterest e provvederemo a pinnarle.
Buon lavoro!


6 aprile 2015

SEO per Etsy: consigli ed esercizi

foto di TheArtofObservation 
Spesso, quando si parla di SEO, la si identifica con la ricerca oculata di parole chiave: è giusto, ma non abbastanza, perché SEO non è solo e unicamente parole, parole, parole.
In generale si potrebbe definire SEO (Search Engine Optimization - Ottimizzazione per i motori di ricerca) come un gruppo di azioni volte ad aumentare la visibilità sui motori di ricerca del proprio sito o pagina web. Senza entrare troppo nello specifico (non è questo il luogo e non siamo noi esperte di SEO per poter affrontare l’argomento in tutte le sue sfaccettature) SEO è come una casa ben costruita su fondamenta solide costituite dal lavoro svolto precedentemente: ricerca degli obbiettivi, organizzazione del tempo, delineazione della mission, identificazione del target, affinamento del branding.
Questi passaggi sono necessari per realizzare una buona SEO di base, infatti prevedono tutti di stilare una lista di parole e frasi che rappresentino il venditore, il suo prodotto, il suo target e il suo brand in generale. Questa lista è da considerarsi al pari del Barney Stinson’s Playbook, una sorta di mappa da seguire per portare al successo un brand attraverso l’uso appropriato sul web delle parole e delle frasi.
Per questo motivo è molto importante avere a disposizione la lista di parole chiave, che ci aiuti a infarcire i contenuti delle nostre pagine (del nostro negozio su Etsy, del nostro sito, dei nostri social media o del nostro blog) con parole chiave buone e pertinenti.
I buoni contenuti rafforzano il nostro posizionamento sui motori di ricerca, cioè ci fanno comparire tra i primi risultati di ricerca.

I fattori che più implementano un posizionamento alto sono:
➞ la popolarità di quel sito/pagina,
➞ il gradimento degli utenti e la loro fidelizzazione,
➞ la diffusione di quel brand,
➞ l’anzianità di quel sito/pagina,
➞ l’inserimento nei preferiti del proprio browser di quel sito/pagina,
➞ il numero di click effetuati sulla URL di quel sito/pagina,
➞ l’immissione “a memoria” della URL di quel sito/pagina,
➞ le recensioni lasciate a quel sito/pagina,
➞ il numero di vendite (hanno più peso quelle di “clienti di ritorno”) di quel sito/pagina,
➞ la frequenza di immissione di nuovi contenuti in quel sito/pagina.

Ultimamente i video presenti su un sito/pagina, danno una spinta al posizionamento così come la localizzazione sia sul sito/pagina sia su GoogleMaps, e infine la presenza su Google+.
Ci sono molti altri elementi da tenere in considerazione per avere un buon posizionamento, ma in generale, se hai lavorato per raggiungere una buona SEO di base, sarai già su un’ottima strada e il lavoro sarà meno complesso di quel che sembra.
Pertanto, come dicevo in cima a questo articolo, la lista di parole chiave è necessaria, per avviare il lavoro su SEO, ma è solo l’inizio di un lavoro in costante evoluzione e mutamento. In fondo c’era da aspettarselo, perché ormai lo sappiamo bene che per vendere online bisogna farsi il mazzo.


SEO per Etsy


Per concludere vorrei segnalare quali parti dello shop su Etsy sono interessate da un buon lavoro su SEO in ordine di importanza, sia per i motori di ricerca sia per la ricerca interna al sito. Bisogna tenere sempre presente che, sia l’utente sia i motori di ricerca, sono molto più propensi a leggere un testo fluido, naturale e che rispetti le regole grammaticali e ortografiche della lingua prescelta, trovandolo non solo più piacevole, ma non considerando e, in certi casi, persino penalizzando tutto ciò che non è scritto secondo questi parametri.

Parti rilevanti per SEO nello shop

➞ Titolo del negozio (non è il nome del negozio!)
➞ Annuncio del negozio
➞ Profilo del negozio
➞ Sezioni
➞ Profilo personale
➞ Condizioni di vendita
➞ Ammiratori
➞ Recensioni
➞ Vendite

Parti rilevanti per SEO nelle inserzioni

➞ Categorie
➞ Titolo articolo
➞ Descrizione
➞ Destinatario - Occasione - Stile
➞ Tag
➞ Visite
➞ Preferiti
➞ Social button

Come vedi ogni parte testuale del tuo negozio verrà “letta” e organizzata dai motori di ricerca e da Etsy per permettere agli utenti di trovarti, pertanto usa le parole giuste per te, per il tuo target e per il tuo brand. Questa è l’unica vera chiave per svelare i segreti e aprire le porte di SEO. 

ESERCIZI 


Gli esercizi che ti proponiamo per questo mese sono due: uno per chi è al livello base e uno per chi è al livello avanzato.

Esercizio per chi è a un livello base. 

Tieni un libro mastro di parole chiave:
➞ Scrivi una lista di parole che rappresentano e descrivono il tuo brand, il tuo target e il tuo prodotto e utilizzala per compilare le parti del negozio, i tuoi titoli, le tue descrizioni, le tue tag.
➞ Ricorda di tenerla sempre aggiornata.

Esercizio per chi è a un livello avanzato.

Parla la stessa lingua ovunque:
➞ Uniforma il registro linguistico e le parole chiave su tutti i tuoi social media, ricordando che i motori di ricerca prediligono i contenuti freschi e non quelli duplicati o copiati.

Usa questo thread sul forum (se sei iscritto) per confrontarti ed aiutarti con gli altri venditori oppure scrivi nei commenti qui sotto le tue difficoltà.   

Scritto da Giada Ramponi.

Giada ha i capelli rossi e il sorriso pronto, lavora nel negozio di antiquariato di famiglia e buca animaletti (di plastica!) per farne delle spille che vende nel suo negozio Etsy.
E’ nota nel forum EIT per gli interessanti aneddoti raccontati col suo tono scanzonato, lo stesso che ha messo a nostra disposizione in questo blog per raccontarci quello che succede nel mondo EIT.




30 dicembre 2013

Creare e gestire una attività

Come promesso pubblichiamo il resoconto della presentazione "Creare e Gestire un'attività" che Marta, la nostra inviata  all'evento  MammaCheBlog Creativo dello scorso novembre 2013,  ha scritto per noi.


Come vi abbiamo già raccontato, alcune settimane fa Giada di Gingerlab ed io abbiamo partecipato alla giornata MammacheblogCreativo organizzata da Fattore Mamma per parlare del nostro fantastico team!
Nel pomeriggio ci siamo fermate ad assistere ad una talk dal tema "Creare e gestire un'attività" tenuta da Silvia Tropea, avvocato, e da Lucia Busca, esperta di gestione amministrativa.   
Visto che l'argomento è spinoso e potenzialmente interessante per tutti, abbiamo pensato di trascrivere qui gli appunti presi e di chiarirci un po’ le idee. Entrambe non siamo esperte dell'argomento, quindi riportiamo semplicemente quanto abbiamo appreso in questa occasione.
La talk partiva dalla premessa che i creativi sono spesso visti come gente strana e un po’ svampita e che questo pensiero andrebbe confutato con i fatti: un'attività creativa per avere successo deve darsi un'organizzazione, anche minima.  
I soggetti a cui si è fatto riferimento sono sia i collaboratori occasionali freelance (si è fatto l'esempio di un grafico che realizza banner per blog o siti internet), sia gli artigiani/venditori, come nel caso di chi vende su Etsy.  
I tre argomenti affrontati sono stati:
1.    I regimi fiscali
2.    La contrattualistica
3.    La tutela delle immagini
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Partiamo dal primo tema: I REGIMI FISCALI.
foto di 
La premessa è che tutti noi siamo contrari al lavoro nero, vero? La risposta giusta è sì.
Per ovvi motivi fiscali e legali, ma anche per una ragione che finora non avevo mai considerato: lavorare in nero ci rende dei dilettanti agli occhi dei potenziali clienti, che ci vedono come dei piccoli artigiani che fanno lavoretti e che non si danno la pena di mettersi in regola perché forse non credono che arriveranno mai a cavare qualcosa dalla propria attività. È negativo a livello di immagine, insomma.
Per emergere dal lavoro nero è necessario quindi darsi una struttura organizzativa.  
Quando ci si mette "in proprio" la propria attività si può configurare come attività d’impresa o attività di lavoratore autonomo occasionale.  
Il lavoratore autonomo occasionale (è il caso che più ci interessa) pratica l'esercizio di arti e professioni svolgendo prestazioni, appunto, solo occasionali. La materia è disciplinata a partire dall'articolo 2222 del Codice Civile.
Una prestazione per definirsi occasionale deve essere:
1.    sporadica, nel nostro caso per esempio con vendite saltuarie;
2.  non organizzata, nel senso di non svolta in locali propriamente destinati ad un'attività lavorativa;
3.    non professionale, che non costituisca quindi la propria attività principale;
4.  con portata limitata, sia temporale (assenza di rapporto di lavoro continuativo con un cliente/committente) sia economica (limitata entro un tetto massimo di entrate).
foto di 
Se si rientra in questa casistica, è sufficiente emettere una ricevuta per prestazioni occasionali, che riporti la somma dell'importo della prestazione più il 20% della ritenuta d'acconto (art. 5 del Dpr. 633/72).
Quali sono i limiti?
- non superare 5000 € lordi annui di entrate;
- non versare contributi previdenziali;
- non superare i 30 giorni continuativi di rapporto di lavoro per ogni committente;
- dover applicare una marca da bollo da 2€ per cifre oltre i 77,47€ di importo.
L'impresa ha invece tutte le caratteristiche opposte alle precedenti e quindi:
1.    svolge un'attività continuata nel tempo;
2.    dispone di locali preposti all'attività lavorativa;
3.    si configura come attività professionale;
4.    può avere rapporti di lavoro continuativi con i committenti.
Se rientriamo in questa casistica, sarà necessario aprire una Partita Iva, con una semplice comunicazione all'Agenzia delle Entrate e la scelta di un codice attività "ATECO". Sarà poi necessario affidarsi ad un professionista (un commercialista) che ci aiuterà con i vari passi burocratici da svolgere per iniziare la nostra attività e che gestirà la successiva contabilità della nostra impresa.
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I casi di attività di impresa possono essere anche più semplici di quanto immaginiamo. E’ stato fatto l’esempio di un grafico che realizza un banner per un sito internet: dato che il banner resta sul sito per un tempo prolungato, il rapporto di lavoro è da considerarsi continuativo e la prestazione deve quindi essere fatturata.
Arriviamo ai veri e propri regimi fiscali. Tralasciando quello ordinario, nella talk si è accennato al regime semplificato e al regime per le nuove iniziative imprenditoriali, per concentrarsi poi sul "regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e dei lavoratori in mobilità", meglio noto come regime dei minimi.
Il regime dei minimi è utile in particolare per i giovani al momento dell'inizio di un'attività ed è più conveniente in quanto non prevede Irpef, Irap, Iva, studi di settore e spesometro; ha invece una tassazione sostitutiva del 5%.
I requisiti per potervi accedere sono i seguenti:
- avere meno di 35 anni (salvo il caso dei lavoratori in mobilità);
- avere ricavi al di sotto di 30.000 € annui;
- mantenere i propri investimenti al di sotto di 15.000 € annui.
Questo regime può avere una durata massima di 5 anni, dopo i quali si rientra nel regime ordinario.
Infine, un reminder per chi, come noi, vende online. Tutte le piattaforme di vendita come Etsy sono solo dei semplici intermediari per la nostra attività e non si curano dei nostri obblighi fiscali: gli unici che sono chiamati ad occuparsene, infatti, siamo NOI. Vi consigliamo quindi di armarvi di un pò di pazienza e di archiviare per bene in una cartella organizzata sia le fatture emesse sia le ricevute delle spese effettuate.
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Secondo tema: L'ACCORDO CONTRATTUALE  
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"La stretta di mano sul web non funziona": così ha avuto inizio la seconda parte della talk, sostenendo che un cordiale scambio di mail sia la nuova stretta di mano.

Stabilire un accordo contrattuale fra due parti che intendono avere un rapporto lavorativo è fondamentale per chiarire molti aspetti del lavoro e per mettersi al riparo da eventuali contenziosi.
Un accordo contrattuale, anche molto semplice, è necessario, sia nel caso della collaborazione freelance sia in quello dell'attività di vendita, compresa quella online.
Per quanto riguarda l'attività di vendita su Etsy, l'argomento potrebbe essere interessante per esempio per chi accetta wholesale.
Nel caso della collaborazione freelance, l'accordo viene stipulato fra privati e professionisti.
Qualunque sia l'attività che svolgiamo, dobbiamo metterci in testa che il rapporto con il cliente si svolge alla pari, quindi non dobbiamo sentirci in posizione subordinata ed accettare condizioni per noi svantaggiose.  
E' sufficiente stipulare un accordo anche via email, basta che siano sempre messe bene in chiaro le prestazioni reciproche.
Cosa non può mai mancare in un accordo di questo tipo?

  1. Chi sono le parti interessate.
  2. Qual è la prestazione oggetto dell'accordo, con una descrizione dettagliata che citi il tipo di lavoro, le tempistiche di svolgimento ed il livello qualitativo da raggiungere (non fatevi scrupoli a mettere tutto in chiaro!).
  3. La controprestazione, quindi i tempi e le modalità del pagamento.

foto di 
La vendita sul web è invece normata da una legge obsoleta che regola la vendita a distanza o al di fuori di locali commerciali: per intenderci, è la vendita porta a porta.
Questa legge dovrebbe essere abolita a partire dal mese di giugno del 2014 e sostituta da una nuova legge che recepisca una direttiva dell'Unione Europea in materia. L'Italia è già al limite di una multa comunitaria se non si adeguerà entro questi tempi alla legge europea. Forse quindi sono in arrivo dei cambiamenti per noi: staremo all'erta e vi terremo aggiornati.
Se intanto volete sapere di cosa si tratta, se ne parla qui.
Dovrebbe aumentare ancora di più la tutela del consumatore, che già ora è il cardine di questa materia, basata essenzialmente sull'inalienabile diritto di recesso.  
Fondamentali per chi vende saranno quindi ancora di più le condizioni generali di vendita, le "policies" di Etsy per intenderci.
Le nostre condizioni di vendita sono in sostanza l’accordo contrattuale che chi compra un nostro prodotto accetta all’atto dell’acquisto: potrebbe essere un’idea, quindi, inserire un link che indirizzi alle nostre policies nel messaggio automatico che viene inviato al compratore al momento della vendita avvenuta.
Per concludere, quindi, ripassiamo insieme i punti fondamentali che devono essere presenti nelle nostre condizioni di vendita:
1.    come deve avvenire l'ordine;
2.    come avverrà la consegna;
3.    quali sono i costi di spedizione;
4.    come dovrà avvenire il pagamento;
5.    come ci si comporterà in merito al diritto di recesso, sia da parte del compratore (recesso della merce), che del venditore (recesso dell'ordine);
6.    come avverranno gli eventuali resi e sostituzioni merce;
7.    come funziona la garanzia, se prevista;
8.    come ci si comporta in merito a privacy e trattamento dei dati del cliente.
Ricordate che le vostre condizioni di vendita devono rispettare la normativa, che dovete quindi prima di tutto CONOSCERE.
Avete controllato: tutto a posto nelle vostre policies? In bocca al lupo per le vendite!

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Ultimo capitolo: LA TUTELA DELLE IMMAGINI  
Partiamo con due premesse.
Innanzitutto questo discorso vale non solo per le immagini, ma anche per tutti i contenuti che si possono trovare in una pagina web, e quindi video, disegni originali, testi.
Secondo punto, fondamentale: dobbiamo sì  imparare a tutelare le nostre immagini e i nostri contenuti, ma anche per primi rispettare quelli degli altri. Prima regola, quindi, dare il buon esempio.
Quando si parla di immagini si fa riferimento sia alle semplici fotografie, che usiamo per esempio per illustrare un post sul nostro blog, sia alle immagini assimilabili a vere e proprie opere fotografiche dal carattere creativo. Sarebbe interessante approfondire l'argomento per capire in che modo viene sancito il sottile confine fra una bella foto e un'opera fotografica, ma questo non è il tema che ci preme in questo momento.
foto di 
Partiamo dal caso delle immagini come opere creative. La legge a cui ci si riferisce per disciplinare questa materia tanto per cambiare è molto vecchia, del tutto inattuale ed inadeguata al mondo della rete. Si tratta della legge che tutela le opere di ingegno che risale alla fine dell'800, si può dire quasi al tempo della nascita della fotografia, quando i fotografi professionisti scrivevano a mano sulla propria opera il nome dell'autore e la data dello scatto. Questa legge garantisce il diritto all'utilizzazione economica dell'immagine e i diritti morali a colui che ha la paternità dell'opera, fino a 70 anni dalla sua morte (a favore degli eredi).
Si parla delle opere di ingegno anche nel Codice Civile a partire dall'art. 2575.
La "semplice" fotografia viene invece tutelata dall'articolo 88 della Legge sul Diritto d'Autore (L. 633/41): viene garantito il diritto di utilizzazione economica dell'immagine per 20 anni, nonché il diritto esclusivo di riprodurla e di diffonderla.
foto di 
Ma cosa possiamo fare per tutelare le nostre immagini, di qualsiasi tipo si tratti?
Allo stesso modo in cui il fotografo dei primi albori scriveva a mano sulla propria opera, il metodo che viene consigliato è quello di "firmare digitalmente" le nostre immagini, apponendogli il nome del fotografo che l'ha realizzata e/o il nome di chi ne detiene i diritti e la data di quando è stata scattata, secondo quanto stabilito dall'art. 90 della Legge sul Diritto d'Autore (L. 633/41).  
Breve divagazione etsiana: spesso su Etsy, siamo state sconsigliate di apporre scritte sulle nostre foto perché disturbano l'inserimento nelle treasury. Ora, credo occorra mediare fra le due cose: se siamo preoccupate che la nostra foto possa essere usata indebitamente, allora pensiamo di inserire la scritta in un punto che sia sì difficile da occultare per un potenziale "ladro di immagini", ma che nell'anteprima utile per le treasury non venga inquadrata.
Il simbolo del copyright, questo © per intenderci, non è un simbolo riconosciuto in Italia e quindi non ha valore agli occhi della nostra legge: non serve a nulla; lo si usa di solito perché nell'immaginario collettivo viene associato ad un diritto riservato.
Cosa dobbiamo fare invece se stiamo cercando delle immagini per illustrare un nostro post, per esempio?
Per essere certi di rispettare le immagini altrui, la prima mossa dovrebbe essere quella di cercarle in siti appositi e quindi di scegliere immagini ufficialmente utilizzabili: esiste per esempio il motore di ricerca Creative Commons, con licenza CC che garantisce il diritto di ripubblicazione (è un marchio privato senza valore legale). La licenza CC rappresenta una via di mezzo fra la dicitura C di Copyright (tutti i diritti riservati) e PD di Pubblico Dominio (nessun diritto riservato), introducendo il concetto di "alcuni diritti riservati" stabiliti dall'autore stesso.
Vietatissimo ovviamente usare immagini "firmate". Se vogliamo usare un'immagine trovata nel web, la cosa migliore da fare è contattare il proprietario e richiedere il permesso; il minimo dovrebbe essere almeno citarne la fonte, con un link al sito originale, anche se purtroppo spesso non abbiamo la garanzia che il sito su cui l'abbiamo trovata sia effettivamente proprietario dei diritti, quindi rischiamo comunque di passare dalla parte del torto. Pensiamoci!
Un'altra soluzione proposta è quella di usare l'immagine "degradata", cioè in bassa risoluzione: questo viene consentito da una sentenza di alcuni anni fa, ma esclusivamente per fini didattici e senza scopo di lucro.


Questa interessante talk si è conclusa con uno spunto di riflessione utile a tutti: il web è comunicazione, e più di tutto contano la reputazione, l'affidabilità e il rispetto reciproco fra collaboratori, clienti, venditori. Perdere questa reputazione fa perdere credito a noi e alla nostra attività e le informazioni di questo tipo in rete si diffondono velocemente. Quindi, rispettare la "netiquette" e le regole non scritte deve essere alla base di qualsiasi nostro comportamento online.

scritto da Marta
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